Pietro Teofilatto invoca una nuova fiscalità per le flotte | Fleet Magazine

Una guida alla nuova fiscalità


Fiscalità auto La fiscalità incombe sull'auto aziendale

In questa interminabile congiuntura, il Fleet Manager ha assunto ancor più un ruolo chiave per la mobilità aziendale. E se controllo dei costi e lotta alle inefficienze sono i cardini su cui basa la sua attività, è fondamentale per lui essere aggiornato sulle normative di riferimento, prima fra tutte quella tributaria. Sempre più spesso, però, norme che riguardano l’ambito fiscale sono inserite (nascoste?) nei vari provvedimenti generali per il rilancio dell’economia. E anche nella recente riforma sul lavoro (legge n. 92 del 28 giugno) non ci si è fatti scappare l’occasione di modificare qualcosa. Inserita alla fine del testo del provvedimento allora in bozza come una delle principali fonti per coprire i costi della riforma stessa, è stata infatti confermata una doppia stretta sulla deducibilità per i veicoli strumentali di imprese e autonomi e per le auto aziendali concesse in uso promiscuo ai dipendenti. A nulla, quindi, è valso l’impegno del comparto automotive per evidenziare al Governo l’illogicità di pretendere ancora di più dall’unico settore che finora ha retto il mercato dell’auto. Ma la questione deve essere riaperta: se sui mercati finanziari con la maggior influenza della Bce si comincia a vedere un serio coordinamento delle varie politiche nazionali, arriverà (si spera a breve) un collegamento intra-europeo della fiscalità. E si auspica che, allora, il Tax Divide tra noi e l’Europa si smaterializzi. Per ora, riepiloghiamo in sintesi cosa è stato previsto e cosa attende i Fleet Manager.

QUALI VEICOLI – I veicoli interessati sono quelli elencati dall’articolo 164 del Tuir: autovetture e autocaravan, ciclomotori e motocicli. La norma prevede comunque che la limitazione della deducibilità dei costi non si applica ai veicoli a motore destinati a essere utilizzati esclusivamente come beni strumentali nell’attività d’impresa.

L’AMBITO APPLICATIVO – A partire dal periodo di imposta 2013, le percentuali di deducibilità delle spese sono ridotte dal 40 al 27,5% per i veicoli utilizzati nell’esercizio di impresa e dal 90 al 70% per quelli concessi in uso promiscuo ai dipendenti. L’aumento tributario non si applica ad agenti e rappresentanti (aliquota confermata all’80%), ai veicoli destinati a essere utilizzati come beni strumentali nell’attività propria dell’impresa (imprese di locazione, autoscuole, tassisti). Il taglio si applica indipendentemente dal titolo giuridico in base al quale il mezzo di trasporto è utilizzato (proprietà, leasing, noleggio).

L’ELEMENTO SOGGETTIVO – Le nuove disposizioni riguardano i titolari di reddito d’impresa, ma anche i lavoratori autonomi. In quest’ultimo caso continueranno a essere applicate le disposizioni di cui all’art. 54 del Tuir. Pertanto le riduzioni delle percentuali di deduzione dei costi dovranno essere applicate limitatamente a un solo veicolo per ciascun professionista, socio o associato. Sotto questo profilo l’intervento normativo è ancor più penalizzante, assumendo rilievo fiscale, per l’appunto, un solo veicolo nell’ambito dell’attività artistica e professionale.

LE SPESE INTERESSATE – Sono interessati alle nuove limitazioni in primis i costi sostenuti per l’acquisizione in proprietà dei mezzi, i canoni di locazione finanziaria e i canoni di noleggio. Sono altresì comprese le spese di impiego (carburanti, lubrificanti, pedaggi autostradali, ecopass), le spese di custodia (autorimesse, parcheggi), le spese di manutenzione e riparazione nonché l’Iva indetraibile.

PER IL FLEET MANAGER – Ricapitolando, i costi relativi alle auto aziendali dall’anno prossimo potranno essere dedotti al 27,5%. L’importo massimo di deduzione del costo di acquisto (anche con finanziamento o leasing) si ridurrà da 7.230,40 a 4.970,90 (27,5% di 18.076 euro, il costo massimo riconosciuto fiscalmente). Anche per i noleggi a lungo termine la deduzione del canone finanziario arriverà a 994,18 euro (27,5% del costo massimo fiscale di 3.615,20 euro). Si tratta di norme che riguardano i veicoli in pool o per uso esclusivamente aziendale. Ma, grazie all’invarianza per il 2013 della tassazione del fringe benefit in capo al dipendente, il Fleet Manager potrebbe scegliere di assegnare i veicoli a uso promiscuo (lavoro e tempo libero) per la maggior parte del periodo d’imposta (almeno 184 giorni all’anno). In questo caso, infatti, la percentuale di deducibilità, seppur scesa dal 90 al 70%, è ben maggiore dell’auto in pool o non assegnata. Per il dipendente, come noto, il cedolino conterrà anche il valore del reddito derivante dall’uso privato del veicolo, pari al 30% dell’importo corrispondente alla percorrenza di 15mila km moltiplicato per le tariffe Aci.

PER IL NOLEGGIATORE – Con riferimento ai contratti di Nlt, la riduzione dei costi deducibili dal 40 al 27,5% riguarderà anche la parte dei canoni relativa alle spese di manutenzione e assicurazione. Il Fleet Manager potrebbe valutare che gli effetti negativi (in termini di minore deducibilità) possano essere parzialmente attenuati rispetto ai contratti di locazione finanziaria. Infatti le spese di manutenzione e assicurazione, separatamente indicate all’interno della fattura rispetto al canone “puro”, potranno essere considerate in deduzione senza l’applicazione del massimale pari a 3.615,20 euro (ferme restando la riduzione delle percentuali di deduzione).

Pietro Teofilatto (direttore di Aniasa)

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