3 Maggio 2021

A che punto siamo con il Documento Unico?

Insieme a Pietro Teofilatto, Direttore Area Fisco di Aniasa, parliamo del Documento Unico, e delle varie problematiche che ne causano le continue proroghe.

Del Documento Unico ormai se ne sente parlare da un po’, complici i continui rinvii sulla sua definitiva operatività.

Al momento, sembra che il nuovo documento entrerà in vigore definitivamente a partire dal 30 giugno, ma è probabile che ci siano ulteriori proroghe per diversi motivi.

Secondo Pietro Teofilatto, direttore area fisco ed economia di Aniasa, sono diverse le problematiche che stanno portando al rinvio del documento, e che lo rendono problematico non tanto per i privati o per le aziende con pochi dipendenti, quanto per le grandi aziende, le società di noleggio, i concessionari che devono misurarsi con un sistema di immatricolazione troppo farraginoso e con un software frutto dell’unione tra due realtà (PRA e ANV) in continuo cambiamento.

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DOCUMENTO UNICO: QUANTO È DIFFICILE DIGITALIZZARE LA PA

Il vero problema, secondo Teofilatto, è la digitalizzazione della Pubblica Amministrazione, di cui, negli ultimi anni, “salvo alcune aree, è mancata una reale coordinata spinta evolutiva “. A differenza della società italiana che, tra continui problemi, si sta ormai ammodernando con sempre più servizi digitalizzati, e in molti casi anche ben funzionanti, la Pubblica Amministrazione sembra rimanere bloccata su sé stessa.

Pietro Teofilatto app Uber

Non è un caso, quindi, che Mario Draghi abbia chiamato Vittorio Colao (ex AD di Vodafone) per accelerare e guidare la rivoluzione digitale della Pubblica Amministrazione, dando la spinta definitiva visto anche l’enorme piano di digitalizzazione previsto dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e dal Next Generation EU.

Una digitalizzazione che chiede anche l’automotive, la quale da tempo ha avviato (e ormai completato) la sua.

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IL DOCUMENTO UNICO

Facciamo un piccolo recap. Il Documento Unico è uguale, nell’aspetto, all’attuale Carta di Circolazione, ed è in vigore solamente per le auto di nuova immatricolazione, per il passaggio di proprietà e in caso di aggiornamento della Carta di Circolazione. Riporterà alcuni dati del defunto Certificato di Proprietà cartaceo, che oggi esiste solo in digitale.

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Al pari del Libretto, quindi, il Documento Unico dovrà sempre essere esibito. I driver di veicoli a noleggio (compresi naturalmente quelli delle flotte) avranno la possibilità di esibire una fotocopia autenticata, come previsto dall’articolo 180, Comma 4 del Codice della Strada.

Per quanto riguarda i nuovi veicoli, sul Documento Unico sarà riportata anche la loro classe di emissione su ciclo WLTP.

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DOCUMENTO UNICO: SERVE SEMPLIFICAZIONE

Si è detto che le aziende automotive chiedono alla Pubblica Amministrazione un processo di semplificazione del software del Documento Unico, attualmente decisamente complesso. Un “groviglio informatico“, come lo ha definito Teofilatto.

Il software del DUC è frutto di due software differenti, due sistemi – quello di ACI e quello del Ministero – che sono nati diversi, e su cui occorre più tempo per gli uffici preposti, ed ecco il perché delle proroghe” spiega Pietro Teofilatto, aggiungendo poi che si tratta di proroghe che dovrebbero essere meglio utilizzate, migliorando il software con un organizzato confronto con le software house delle società di consulenza auto.

Se il sistema sta funzionando con il privato, o la piccola azienda, che sono interessati ad operazioni di uno o due veicoli, è invece ancora poco funzionale per le grandi aziende” – continua Teofilatto. “Negli ultimi giorni del mese si concentra oltre il 30% degli acquisti, quasi una corsa all’immatricolazione. Ma se un’azienda di noleggio deve acquistare in quei giorni alti volumi di veicoli -spesso ci sono contratti per 100-200 veicoli- c’è il fortissimo rischio che il sistema non funzioni, si blocca tutto, e anche a questo si devono le proroghe.“. 

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Le aziende si sono trovate a volte di fronte a un software in continuo cambiamento, senza aggiornamenti, e che per di più presenta molti, troppi step. Teofilatto ha parlato di ben 21 passaggi per poter immatricolare un veicolo: decisamente fuori portata, poco utili, poco funzionali e causa di una grossa perdita di tempo.

Per questo, il sistema del Documento Unico richiede dei forti miglioramenti, per far si che non sia inutilmente lungo e farraginoso, ma anzi diventi un esempio digitale per la Pubblica Amministrazione. Il settore, e del resto la società odierna, richiedono il contrario, ovvero un sistema semplice ed efficace.

Quello che il cittadino chiede non è la semplificazione, ma avere cose semplici sin dall’inizio. Perché bisogna semplificare sempre qualcosa che è stato reso difficile da un insieme di regolamenti, direttive e altro, che in molti casi travisano anche la stessa legge?” ha dichiarato il direttore area fisco di ANIASA.

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CONCRETIZZARE

“Il grido di allarme del settore è però servito. Nel corso dell’esame del DL Trasporti il Senato ha recepito le istanze associative per un maggior periodo di tempo utile a risolvere le problematiche sul Documento Unico evidenziate dal Presidente Archiapatti nell’audizione alla Commissione Lavori Pubblici a metà aprile”

Il testo del DL Trasporti prevede infatti un’ulteriore proroga per il completamento dell’entrata in vigore del DU, con un termine slittato adesso dal 30 giugno al 30 settembre 2021 (in precedenza era 31 marzo). Il provvedimento è già stato trasmesso alla Camera per la seconda lettura e dovrà essere convertito in legge entro la fine di maggio. 

Apertura tavolo MIT- Proposte di semplificazione

Il nuovo Capo Dipartimento dei Trasporti del MIT dott. Mauro Bonaretti (in carica dai primi di aprile) è entrato subito sul tema, portando al tavolo in questi giorni i vertici della Direzione Generale per la Motorizzazione, dell’ACI e della filiera automotive, che aveva sollecitato un confronto sulle criticità informatiche riscontrate.

È stata una riunione molto positiva, in cui è emersa la comune volontà di migliorare il sistema. 

Teofilatto ha evidenziato la necessità che “considerati i volumi e le caratteristiche operative del settore -25% dell’immatricolato nazionale e 1,2 milioni di pratiche automobilistiche/anno-  le nuove procedure siano applicate solo quando il sistema sia pienamente operativo e garantisca tempi analoghi a quello attuale”.

Il Capo Dipartimento Bonaretti, apprezzato lo spirito di collaborazione delle associazioni, ha annunciato la riattivazione del Comitato Tecnico, a cui parteciperà ANIASA, utilizzando proficuamente la proroga concessa dal DL Trasporti per esaminare e portare a soluzione le questioni pendenti.

Prossimo step è il confronto operativo anche con le società di consulenza automobilistica specializzate: sul tavolo ci sarà un documento riepilogativo dei problemi e delle proposte migliorative. Settembre arriva in fretta.

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