Abolizione scheda carburante, cosa cambia per le flotte aziendali

Per loro, tra qualche mese, si dovrà utilizzare l’incipit “c’era una volta”. In vista dell’abolizione della scheda carburante, prevista a partire dal primo luglio 2018, ci siamo fermati ad analizzare che cosa cambierà per le flotte aziendali.

Un'immagine generica per il noleggio a lungo termine

Vediamo innanzitutto la genesi di questo provvedimento. Si collega alla Legge di Bilancio 2018, più precisamente all’art. 1 comma 922, che a sua volta si ricollega all’art. 164 del testo unico delle imposte sui redditi, dove è stato inserito un comma 1-bis che recita come segue: “Le spese per carburante per autotrazione sono deducibili […] se effettuate esclusivamente mediante carte di credito, carte di debito o carte prepagate emesse da operatori finanziari soggetti all’obbligo di comunicazione […].

 

Leggi anche: Quale sarà il carburante del futuro secondo gli esperti

I MOTIVI DELL’ABOLIZIONE DELLA SCHEDA CARBURANTE

Pertanto, la vecchia scheda carburante, introdotta dall’art. 2 della Legge n. 31 del 21/02/1977, cesserà a breve la sua funzione, quella di attestare gli acquisti di carburante effettuati presso le stazioni di servizio, così da poter godere, nei termini di legge, sia della detrazione dell’IVA sia della deduzione fiscale del costo sostenuto per i rifornimenti.

Leggi anche: I nostri consigli per risparmiare sui consumi di carburante

Nell’imboccare questa strada il Governo Italiano vuol provare a risolvere contemporaneamente due problemi annosi: ridurre i mancati introiti dovuti all’evasione dell’IVA e, altresì, le truffe connesse alle deduzioni/detrazioni richieste senza che il richiedente sia in possesso degli opportuni requisiti legislativi.

CHE COSA CAMBIA PER LE FLOTTE AZIENDALI

Torniamo alla domanda iniziale: con l’abolizione della scheda carburante, quale scenario andrà dipingendosi per il settore flotte?

Una prima novità riguarderà il fatto che, qualora il dipendente non disponga di carta di credito fornita dall’azienda, la corresponsione dell’importo in contanti non darà più diritto al rimborso della spesa sostenuta.

Come risparmiare carburante livello

Un secondo elemento “di rottura” rispetto al passato, sempre introdotto dalla Legge di Bilancio 2018, riguarderà lo strumento della fatturazione elettronica, resa obbligatoria anche per le transazioni tra privati.

Leggi anche: La galassia dei servizi digitali di Canon. Scopri quali sono

L’entrata in vigore del provvedimento avverrà due tempi. Interesserà dapprima (appunto dal primo luglio 2018) le cessioni di benzina o gasolio per il mondo dei trasporti. Quindi, a partire dal primo gennaio 2019, tutte le operazioni B2B, che viaggeranno sullo stesso Sistema di Interscambio (SdI) già utilizzato dalle Pubbliche Amministrazioni.

GLI ACCORGIMENTI DA SEGUIRE ALLA POMPA

Alla luce di quanto illustrato, tra pochi mesi i professionisti e le piccole/medie/grandi imprese dovranno tenere a mente due passaggi fondamentali se non vogliono far perdere all’azienda i benefici fiscali che le sono garantiti:

  • pagare il rifornimento di carburante sempre e solo con la carta di credito o altro sistema equivalente (vedi sopra)
  • farsi consegnare dal benzinaio la fattura elettronica relativa alla singola transazione economica (l’alternativa consiste nell’attivare la fuel card di una data compagnia petrolifera)

Leggi anche: Le offerte di Q8 per il settore della mobilità aziendale

alimentazioni flotte aziendali noleggio

Resta tuttavia un nodo da sciogliere, quello relativo alle Partite Iva. Nel quadro delle nuove disposizioni, come riusciranno a distinguere, sul totale dei litri immessi nel serbatoio del veicolo, quanti sono stati utilizzati per motivi lavorativi e quanti no?

Al riguardo, stante la portata di questo sotto-gruppo all’interno della galassia business, dovrebbe tuttavia esserci una pronuncia chiarificatrice da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze, nonché della Agenzia delle Entrate.

Latest From Our Instagram
@fleetmagazine_italia