Accessori di entertainment: irresistibili tentazioni

Quando si parla di flotte, l’argomento “razionalità” viene tirato in ballo quasi spontaneamente. Chi viaggia per lavoro, infatti, guarda soprattutto i contenuti della vettura: dalla guidabilità alla sicurezza, fino ad arrivare alla tecnologia, che consente di trasformare l’abitacolo in un vero e proprio “ufficio in mobilità”. E però altrettanto vero che, anche per i driver aziendali, l’aspetto ludico dell’auto che si sta guidando rimane comunque imprescindibile. Anche perché, in un mondo che corre veloce, “coltivare” la sfera irrazionale dell’entertainment è sempre più difficile.

Ecco quindi che, in tal senso, le vetture di nuova generazione ci possono dare una grossa mano. Vi citiamo l’esempio del Renault Captur (leggi l’articolo sulla gamma del brand), auto che abbiamo testato approfonditamente nelle settimane scorse. Tra gli accessori on board, ce ne è infatti uno tanto singolare, quanto imperdibile: si tratta dell’R-Sound Effect, dispositivo che consente di ricreare nell’abitacolo il rumore del motore di alcuni affascinanti modelli sportivi. Come è possibile? Semplice, attraverso un software che collega il contagiri con l’impianto stereo. Per cui, anche se si sta guidando un turbodiesel da 90 Cv, l’effetto che si prova è quello di essere al volante di un favoloso 6 cilindri.

Puro divertissement? Forse, ma, dato che in un contesto di tecnologie sempre più avanzate, sono i dettagli a fare la differenza, la scelta di puntare sull’intrattenimento nasconde senza dubbio una logica vincente. Voi che ne pensate?

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