ACI: alimentazioni alternative, ancora nessuna scelta di campo

Enrico Pagliari, coordinatore area tecnica ACI, sottolinea come non ci sia ancora un forte orientamento sulle alimentazioni alternative e ribadisce la necessità di sostituire il parco auto circolante.

Alimentazioni alternative: è rivoluzione nel mondo dell’auto. Come sappiamo il settore della mobilità si sta trasformando profondamente e, in questo contesto, le auto green saranno sempre più protagoniste.  Ne è convinto Enrico Pagliari, coordinatore dell’area tecnica ACI, che abbiamo incontrato a ForumAutoMotive, a margine di un dibattito sul futuro delle alimentazioni.

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ALIMENTAZIONI ALTERNATIVE: CHI VINCERA’?

“Nel settore della mobilità a motore stanno cambiando tante cose, dai veicoli che diventano sempre più sostenibili e autonomi, fino alle ‘mode’ negli spostamenti” spiega Pagliari. Che poi aggiunge: “Il principale desiderio non è più quello di possedere un’auto, ma è quello di spostarsi da un punto all’altro”.

Auto elettrica

I veicoli, allo stesso tempo, devono inquinare sempre meno, dato che la tematica ambientale è molto sentita. “Le auto di domani dovranno essere più sostenibili rispetto a quelle di oggi – conferma il coordinatore dell’area tecnica ACI – Nonostante questo, non c’è ancora una scelta di campo ben precisa da parte dei Costruttori”. Ognuno, in altre parole scommette sulla propria tecnologia.  Il rebus futuro, in particolare, riguarda l’auto elettrica. “Sappiamo bene che ad oggi non ci sono ancora forti investimenti nelle infrastrutture e nell’energia sostenibile” osserva Pagliari.

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UN PARCO AUTO CIRCOLANTE DA RINNOVARE

Oggi, dunque, la vera necessità che si presenta, secondo la filiera delle quattro ruote, è quella di rinnovare il parco auto circolante italiano, che oggi è troppo anziano.

“Il grosso problema è quello di rinnovare un parco auto veramente vetusto: quasi il 40% dei veicoli è ante Euro 4 e, quindi, inquina molto. Nell’attesa della scelta tecnologica, occorre investire per innovare il parco, anche perché, solo per fare un esempio concreto, una Euro 3 inquina il doppio rispetto a una Euro 4” conclude Pagliari.

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