18 Novembre 2021

AdBlue c’è: rientra il falso allarme, ma i costi raddoppiano

L'unico stabilimento produttore dell'additivo AdBlue in Italia, la Yara di Ferrara, ha annunciato lo stop della produzione per quattro settimane. Il prezzo è passato in pochi giorni da 25 a 50 centesimi al litro e si rischia di fermare il trasporto su gomma, con 1,5 milioni di tir a motori spenti.

A fine ottobre l’idea che l’unico stabilimento di produzione dell’additivo AdBlue in Italia, la Yara di Ferrara, avrebbe interrotto la produzione (per sole 4 settimane) aveva gettato il panico su automobilisti e autotrasportatori.

Oggi, secondo le parole di Claudio Mascialino, amministratore delegato di Resnova AdBlue, riportare da Il Corriere della Sera, l’allarme è rientrato. Ma con delle conseguenze sui prezzi.

valori residui auto diesel

Ecco cosa sta succedendo.

Innanzitutto bisogna capire quale sarebbe stato rischio in caso di mancanza di AdBlue. Ossia quello di fermare il trasporto su gomma, con 1,5 milioni di tir parcheggiati.

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Anche molte auto private oggi utilizzano la soluzione al 32,5% in acqua demineralizzata di urea tecnica (ossia l’Aus32, commercializzato con il nome AdBlue).  L’additivo è infatti un elemento essenziale della “pulizia” dei moderni motori diesel Euro 5 e Euro 6.

 

PERCHÉ ERA A RISCHIO L’ADBLUE?

La risposta è il metano divenuto nelle scorse settimane raro e caro. Il prezzo dell’energia sempre più alto divenuto insostenibile per molte aziende aveva provocato il rallentamento, se non la chiusura (questo il caso della Yara di Ferrara, che utilizza il gas portato dalle condutture di Eni), di molti impianti.

L’annuncio a fine mese della sospensione l’attività per quattro settimane aveva subito creato l’allarme. Ed erano iniziati i fenomeni speculativi che hanno portato, oggi al raddoppio del prezzo dell’AdBlue.

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FENOMENI DI ACCAPARRAMENTO E SPECULAZIONE

La folle corsa agli approvvigionamenti aveva provocato scene simili a quelle viste per accaparrarsi il carburante in Gran Bretagna. A mettere in guardia dai fenomeni speculativi era stata l’associazione degli autotrasportatori Trasportounito. 

In pochi giorni il prezzo era aumentato da 25 a 50 centesimi al litro in pochissimo tempo. Un rincaro che, tenendo conto che un camion mediamente consuma circa 80 litri di AdBlue al mese, aveva destato non poche preoccupazioni per il trasporto su gomma.

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NON C’È CARENZA, MA TANTA SPECULAZIONE

Già Yara aveva chiarito che per i fertilizzanti non ci sarebbe stata scarsità. Oggi Mascialino sottolinea che anche per i motori non c’è pericolo, almeno nell’approvvigionamento, perché i prezzi sono decisamente lievitati.

L’emergenza Covid-19 provoca anche un calo della domanda di carburante

Un nuovo rincaro, che va ad aggravare la stangata sul diesel delle scorse settimane, che ora potrebbe mettere in seria difficoltà gli autorasporti.

Alcune aziende hanno fatto ricorso a metodi illegali per sopperire alla mancanza (che non esiste). Andando dalla manomissione del dispositivo di bloccaggio, all’acquisto tramite canali illeciti o di prodotti impuri e dannosi.

Sulle pagine di Corriere, Mascialino rassicura: “Riguardo la disponibilità, dovremmo stare tranquilli. Di certo i prezzi continueranno a salire, se il metano e l’energia elettrica cresceranno ancora“.

Ma avverte: “L’importante è gestire il mercato con coscienza, regolando al meglio la logistica per evitare picchi di approvvigionamenti e garantire un flusso costante della merce“.

 

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