Prepariamoci a vedere nuove Alfa Romeo e Lancia solo elettriche

Nel corso di una Conference Call sui risultati semestrali, Carlos Tavares ha presentato alcune slide riguardanti il futuro di Alfa Romeo e Lancia, nonché di DS, pronti a diventare nei prossimi anni produttori esclusivi di auto a batteria.

Alfa Romeo (dal 2027) e Lancia (dal 2026) saranno solo elettriche. Una notizia che si era già “nasata” nelle scorse settimane, in occasione dell’EV Day del gruppo Stellantis , quando si pensava che il nome del marchio di Arese cambiasse in “Alfa e-Romeo”.

L’elettrificazione dei due marchi, unitamente ad altri brand premium di Stellantis, come DS, riguarderà esclusivamente i mercati principali dell’Europa, dell’America Settentrionale e della Cina, che non solo sono i tre più grandi mercati mondiali, ma anche quelli più pronti a questa elettrificazione.

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PER ALFA ROMEO, LANCIA E DS L’ELETTRIFICAZIONE PARTE DAL 2024

Alfa e-Romeo” era solo un modo abbastanza provocatorio per far capire al pubblico l’inizio del veloce processo di elettrificazione del marchio di Arese, che ha presentato lo stesso Tavares nel corso di una conference call sui risultati semestrali.

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Nel 2024, infatti, Alfa Romeo lancerà la sua prima vettura elettrica, e negli anni successivi assisteremo a nuovi sviluppi per l’elettrificazione in modo da arrivare a un 2027 100% BEV nei già citati mercati.

Questo segue quanto vedremo nel prossimo futuro: infatti, nel 2022 arriverà sul mercato la prima ibrida di Alfa Romeo, la tanto chiacchierata Tonale, concept car presentata nel 2019.

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LANCIA E DS

Lo stesso destino riguarderà anche Lancia, che sarà completamente elettrificata nel 2024, e dal 2026 produrrà solo vetture elettriche.

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DS, invece, diventerà un marchio elettrico già nel 2024, forte di una gamma che già ora comprende una vettura elettrica, e tutte le altre plug-in hybrid. 

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FIAT GUARDA AL FUTURO RIPESCANDO IL PASSATO

Anche Fiat produrrà solo elettriche, che rappresentano per lei il ritorno al segmento B abbandonato ormai da 4 anni. I dettagli sul futuro del Lingotto li conosceremo meglio con il piano industriale, che sarà presentato a fine anno o inizio 2022.

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Tavares, comunque, ha confermato che Fiat tornerà a produrre compatte a partire dal 2023.

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IL FUTURO ELETTRICO DI STELLANTIS

Oltre ai marchi premium, tutto il gruppo Stellantis procede verso l’elettrificazione.

Insieme all’Alfa Romeo Tonale, nel 2022 usciranno ibride per i marchi Citroën, Dodge, Opel e Peugeot. Nello stesso anno, il Double Chevron presenterà anche una nuova elettrica, così come Maserati – la nuova generazione della GranTurismo – e Fiat Professional.

Nel 2023, ancora, Peugeot lancerà sia una nuova elettrica che una ibrida plug-in, mentre ci saranno nuove BEV anche per Citroën, Jeep e Maserati.

IL 2021 DI STELLANTIS

La conference call, come detto, riguardava prima di tutto i dati semestrali: in questi primi sei mesi, Stellantis ha visto una decisa crescita per merito della ripresa delle attività industriali, e a un confronto favorevole con lo stesso periodo del 2020: nel primo semestre, infatti, i ricavi netti sono di 75,31 miliardi di euro, contro i 51,67 (pro-forma) dell’anno scorso.

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L’utile è passato da 752 milioni a 8,622 miliardi, con incidenza sul fatturato balzata dall’1,5% all’11,4. Si è passati perciò da una perdita di 813 milioni a un utile di 5,936 miliardi.

Nello specifico, il gruppo italo-franco-americano ha visto ottime performance per quanto riguarda ricavi e redditività operativa, e ha rivisto, al rialzo le previsioni per tutto l’anno. Ma ci sono anche dei lati negativi, dovuti ovviamente alla crisi dei semiconduttori che ha fatto “bruciare cassa” e ha eliminato ogni vantaggio delle sinergie date dall’integrazione tra le attività di FCA e PSA.

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IL NORDAMERICA ALLA GUIDA

Gran parte del merito di queste performance si deve all’attività nordamericana, nella quale il margine operativo è passato dal 3,8% al valore record del 16,1%, sull’onda anche della crescita del 42% dei ricavi netti: 32,5 miliardi.

Bene anche il Sud America, che ha visto un aumento del fatturato del 125% e un margine passato dal -2,9% del 2020 al 6,6%. Più contenuta la crescita europea: nonostante un +41% sui ricavi (32,04 miliardi), i profitti operativi sono pari a 2,93 miliardi e un margine dell’8,8%.

Le altre regioni sono danno ancora poco contributo: i ricavi in Medio Oriente e Africa superano di poco i 2 miliardi e mezzo; Cina, India e la regione del Pacifico non arrivano insieme a 1,9 miliardi. In questo contesto brilla Maserati, che con un fatturato passato da 445 a 885 milioni e un margine operativo del 3,3%, riesce a recuperare alla grande il -23,4% del 2020.

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STELLANTIS E LA CRISI DEI SEMICONDUTTORI

Come detto, Stellantis ha dovuto “bruciare cassa” per sostenere gli effetti della crisi dei microchip, con un flusso di -1,2 miliardi per gli impatti negativi sul capitale dovuti a ordini di semiconduttori non evasi.

Un risultato che, quindi, annulla gli effetti positivi del piano sinergie dato dalla fusione tra FCA e PSA. Comunque, Stellantis ha una liquidità sufficiente a sostenere le conseguenze della crisi, e le sue attività industriali dispongono tuttora di 54,1 miliardi di euro.

Questo, comunque, non toglie che la crisi dei chip sia una problematica difficile da affrontare: il target del margine operativo è stato alzato a circa il 10% (prima era tra 5,5 e 7,5%), ma solo a condizione che non ci siano altri deterioramenti nella fornitura di semiconduttori e nuove misure di lockdown in Europa e Stati Uniti. 

Non ci sono modifiche, invece, sulle previsioni riguardanti l’andamento dei mercati, a parte il Nord America che ha visto un rialzo dall’8 al 10%. L’Europa è vista in crescita del 10%, come India e Asia Pacifico, il Medio Oriente e l’Africa del 15% e il Sud America del 20%, mentre la Cina del 5.

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