Alphabet lancia il riconoscimento facciale da remoto per i suoi clienti

Gestire i documenti da remoto e senza supporti cartecei, ma semplicemente con una App per il riconoscimento facciale. È la sfida lanciata da Alphabet con il nuovo sistema Paperless 4.0

Alphabet lancia il nuovo sistema Paperless 4.0 che andrà a rivoluzionare la Customer Experience dei propri clienti, dando ancora più valore alla partnership con i concessionari del Gruppo BMW e con la rete dei broker.

La soluzione Paperless 4.0, tramite un’innovativa App, permetterà ai clienti di registrare la propria identità attraverso il riconoscimento facciale e di gestire da remoto, in modo semplice e veloce, l’intero processo di firma digitale.

VIDEO SELFIE

Il progetto è partito a giugno e sta già raccogliendo i primi consensi. Spiega Marco Girelli, Sales & Marketing Director di Alphabet: “Il riconoscimento facciale da remoto, tramite un video-selfie, è una modalità riconosciuta a livello legislativo e già utilizzata in altri ambiti commerciali, come la telefonia. Noi siamo stati i primi ad adottare questo sistema in campo automotive e questo allarga enormemente la platea commerciale dei nostri partner”. La soluzione proposta è attualmente la più avanzata presente sul mercato, e Alphabet è la prima società nel settore automotive ad operare con questo strumento che unisce efficienza e una Customer Experience innovativa e completamente digitale.

COME FUNZIONA

Ma come funziona? La procedura consente al cliente di creare il proprio profilo digitale (profilo univoco) senza l’intervento di un operatore, grazie all’identificazione semi-automatizzata tramite App. L’innovazione è il riconoscimento facciale dei tratti somatici rilevati attraverso un breve video personale.

“Questo è molto utile anche per supportare le vendite tramite il canale web. Ad esempio, un potenziale cliente che vede un’offerta interessante sul sito di uno dei nostri partner commerciali, può contattare il venditore, inviare via mail i documenti per la valutazione del credito e, a seguito dell’accettazione del credito, autocertificarsi attraverso l’APP dedicata al fine di far partire la sua registrazione digitale e poter apporre la sua firma elettronica qualificata sui documenti contrattuali, il tutto senza doversi recare fisicamente presso un punto vendita. La convalida digitale ha durata di un anno, e con la stessa convalida è possibile stipulare anche più contratti nel corso dell’anno di validità. Così un venditore bravo e determinato ha davanti a sé un mondo nuovo, un nuovo modo di relazionarsi con il cliente, che abbatte i tempi, rende i processi più efficienti e incrementa le opportunità commerciali”.
Marco Girelli, Sales & Marketing Director di Alphabet

LA FIRMA DIGITALE

La firma digitale è già una realtà per Alphabet da circa un anno. La soluzione Paperless 4.0 viene scelta da un cliente su tre, con l’obiettivo di arrivare al 100% dei contratti perfezionati con firma elettronica qualificata. Questo consente un alleggerimento in termini di carta e burocrazia, con la possibilità per il cliente di firmare il documento anche fuori da orari di ufficio e comodamente da casa.

Alphabet, ancora una volta, con le sue soluzioni Paperless vuole avere un ruolo da pioniere nel mercato premium della mobilità e tracciare una nuova via tecnologica che permetterà alla società del Gruppo BMW di crescere insieme ai propri partner negli obiettivi comuni, mantenendo quello spirito innovativo che da sempre la contraddistingue.

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I VANTAGGI

L’approccio di Alphabet, caratterizzato dalla dematerializzazione dei documenti e dall’archiviazione digitale, non solo porta vantaggi in termini di sostenibilità ambientale, ma anche di una maggiore produttività. Con Paperless, infatti, i documenti elettronici sono processati attraverso un sistema di gestione che consente un utilizzo, un’organizzazione e un’archiviazione più efficace ed efficiente. “La digitalizzazione evita anche il problema di eventuali firme non conformi ed elimina il problema di possibili truffe, grazie a importanti procedure di controllo del sistema di firma digitale”, spiega Marco Girelli.

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