14 Settembre 2017

Citytech 2017 apre a Milano, “capitale della new mobility”

CityTech ha (ri)trovato casa a Milano, “capitale della new mobility”, secondo la definizione di Carlo Iacovini, partner di Clickutility on Earth, società organizzatrice della manifestazione.

Lo abbiamo incontrato a ridosso dell’apertura dei lavori, ospitati ancora presso gli spazi della Fabbrica del Vapore, storico complesso legato ai tempi della rivoluzione industriale.

VIDEO: INTERVISTA A CARLO IACOVINI, PARTNER DI CLICKUTILITY ON EARTH

Ad avviare la macchina della due-giorni sarà la sessione istituzionale “Progettare il quartiere del terzo millennio tra mobilità e urbanistica”, che si lega, come ha precisato al nostro microfono Iacovini, a una delle principali novità dell’appuntamento, l’integrazione tra l’architettura dei trasporti e la vita in città.

Oltre 100 i relatori, connazionali come provenienti dall’estero, che si alterneranno sul palco dei convegni organizzati. Ad iniziare da due figure cardine – rispettivamente per Comune di Milano e Regione Lombardia -, Marco Granelli (Assessore alla Mobilità) e Roberto Maroni (“Numero Uno” del Pirellone), insieme ai quali è previsto che prenda la parola, subito dopo i saluti di rito, Massimo Gaudina, capo della rappresentanza a Milano della Commissione Europea.

LE ANTEPRIME MONDIALI DI CITYTECH 2017

La manifestazione, che intende aprire una finestra sulle esperienze più interessanti nel campo della mobilità, si fregerà di alcune anteprime mondiali.

Il Gruppo Daimler presenterà al mercato italiano la sua piattaforma tecnologica Moovel, che attraverso la App omonima collegata consente di mettere a confronto – sul piano del tempo richiesto e del prezzo – le offerte di differenti operatori relativamente a uno stesso tragitto. Sempre il medesimo strumento permette di effettuare prenotazioni e pagare i biglietti delle varie soluzioni necessarie per coprire la tratta “dal punto A al punto B”.

Per dare vita a un paradigma efficiente, alla mobilità di oggi, e ancor più a quella di domani, è richiesto di seguire la via dell‘integrazione non solo tra mezzi tra loro strutturalmente e funzionalmente differenti (due ruote, con o senza motore, e quattro ruote), ma anche tra sistema di trasporto privato e pubblico.

Ecco perché anche UJet ha scelto Citytech per svelare i contenuti di un innovativo prodotto a due ruote elettrico, nonché la sua particolare formula legata alla “user experience”.

L’ITALIA A UN BIVIO, CHIAMATA A SCEGLIERE

Nel contesto appena tratteggiato la tecnologia zero emissioni è chiamata a un ruolo primario. D’altronde è la stessa attualità ad imporre questa strada dopo che il Governo cinese ha ricalcato i passi di Francia e Regno Unito – e ancor prima di Norvegia e Olanda -, annunciando uno stop, indicativamente tra il 2030 e il 2040, ai veicoli ad alimentazione tradizionale (benzina e gasolio).

Si parla di un mercato da 28 milioni di pezzi che verrebbe indirizzato istituzionalmente verso soluzioni alternative al motore endotermico, e quindi anche verso l’elettrico.

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Di qui la provocazione lanciata in questa edizione di Citytech e sintetizzata dal claim “Stop alle auto entro il 2030”. Certo, il mercato italiano non è ancora pronto per allinearsi con i paesi di cui sopra.

Resta tuttavia il fatto, come ha precisato Carlo Iacovini, che “il significato di questi indirizzi è molto importante, perché la rivoluzione legata alla tecnologia elettrica è inevitabilmente iniziata. Ora si tratta di capire, a livello di sistema paese ed economico, se vogliamo gestirla, ossia guidare il cambiamento, oppure subirla, come è successo in altre occasioni in passato”.

L’ESEMPIO VIRTUOSO DI MILANO

All’Italia non manca nulla per impegnarsi in questa operazione di cambiamento. Abbiamo anzi “tutte le tecnologie e le competenze per poter giocare un ruolo di rilievo – ha ripreso il partner della società organizzatrice di Citytech -. Non parliamo solo di tecnologie di prodotto, quindi di competenze tecniche nel settore dei motori e della componentistica – le eccellenze nel nostro Paese in queso campo non hanno nemmeno bisogno di essere menzionate, ma anche di innovazione di servizio, ossia la capacità di realizzare e implementare servizi di mobilità che nelle città di oggi riescano ad avere impatti significativi”.

generica car sharing car2go

Milano rappresenta da questo punto di vista un esempio virtuoso. Antesignana del car sharing (car2go vi approdò nell’estate del 2013), all’avanguardia sul fronte della condivisione delle biciclette dopo il recentissimo lancio del servizio flee-floating, il capoluogo lombardo ospita già sul proprio territorio 14 colonnine fast charge, che consentono di ricaricare gli EV in 30 minuti.

Nella due-giorni di Citytech i partecipanti troveranno quindi “un terreno molto fertile dove portare avanti sperimentazioni e costruire le necessarie competenze per il futuro”, si è detto certo Iacovini.

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