4 Maggio 2017

Uber: quando la mobilità finisce al centro del ring

Nelle settimane scorse, ha suscitato parecchio clamore il contenzioso acceso per le sorti della app Uber. Ecco il punto di vista sulla “nuova mobilità” del direttore della sezione noleggio a lungo termine di Aniasa, Pietro Teofilatto.

App Uber 2017

“I riflettori di chi si interessa all’evoluzione di nuove forme e sistemi di mobilità sono puntati sull’intenso confronto in atto tra il vento della rivoluzione spinto dalle piattaforme web e dalle applicazioni, come la app Uber, e l’ancien regime della tutela delle categorie professionali, delle leggi consolidate. E’ stato per davvero un uno-due sul ring a ridosso delle vacanze pasquali nelle aule del Tribunale di Roma, ma con riflessi a livello nazionale”.

I FATTI SULLA APP UBER

“Il Tribunale della Capitale è stato chiaro. Accogliendo il ricorso delle associazioni di categoria dei tassisti, ha accertato lo svolgimento di attività in contrasto con la legge vigente e ‘la condotta di concorrenza sleale’, vietando l’uso delle piattaforme informatiche su cui si basano i servizi di Uber.  Con ordinanza targata 7 aprile ha dichiarato illegittime le modalità con cui è esercitato dal servizio il noleggio con conducente, imponendo lo stop su tutto il territorio nazionale entro 10 giorni”.

“Ma nell’arco di una settimana, il Tribunale stesso è sembrato essere più cauto, accogliendo la richiesta di sospensiva avanzata da Uber. La corsa quindi prosegue: la sospensiva sembrerebbe essere solo il primo passo dell’opposizione di Uber all’ordinanza. In sintesi la decisione dei giudici riconosce che nell’immediato potrebbe essere causato un danno irreparabile sia alla collettività (perché si tratta di un servizio di trasporto pubblico), sia su Uber e sugli autisti che con essa operano”.

UN’ANNOSA QUESTIONE

“Già nel 2015 – scrive Teofilatto – l’Autorità dei Trasporti segnalava al Governo ed al Parlamento la necessità di una rapida riforma del settore taxi e NCC (leggi il nostro approfondimento sul tema) ed il Consiglio di Stato riteneva assolutamente legittime le operazioni contrattuali tra le piattaforme web e i fruitori del servizio, auspicando un’apposita regolamentazione nell’interesse sia degli utenti finali, sia per il rispetto della sicurezza dei passeggeri, non potendosi applicare ai servizi offerti dalle nuove piattaforme le norme della legge quadro sull’autoservizio pubblico non di linea (approvata quasi 30 anni fa!)”.

“E proprio questo marzo anche l’Autorità sulla Concorrenza e del Mercato ha rimarcato l’urgenza di mettere la normativa al passo con l’evoluzione del mercato”.

APPROFONDISCI: Uber, MyTaxi e le app della “nuova mobilità”

app Uber Teofilatto

OBIETTIVO: UNA SANA CONCORRENZA

“Non si può negare – conclude Teofilatto – che la miglior tutela del consumatore passa anche attraverso una sana e corretta concorrenza, con maggiore attenzione allo sviluppo di nuove forme di produttività, attraverso l’aggiornamento delle leggi e con una giustizia vigile sulle trasformazioni sociali ed economiche, nonchè sul rispetto della legge”.

“La concorrenza peraltro richiede necessariamente che si rinnovino gli elementi base della produzione, così come alla fine stanno promuovendo le nuove applicazioni di servizi di mobilità, si chiamino app Uber o le nuove Lyft o Sidecar, pur con non pochi elementi da migliorare”.

“Fermare lo sviluppo di questi sistemi per concorrenza sleale sembra indicare che proprio il fare concorrenza sia scorretto, che ricercare nuovi sistemi di riduzione dei costi e di miglioramento dei servizi rasenti la slealtà imprenditoriale. Occorre allora che l’attività normativa si concretizzi sulla Gazzetta Ufficiale, equilibrando e promuovendo – con attenzione al mercato e ai principi legislativi – la corretta concorrenza, non fermandola.

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