Che cosa dice l’Art. 187 del Codice della Strada?

Agganciato all’attualità, il contenuto dell’Art. 187 del Codice della Strada richiama un dibattito già in corso nelle aule parlamentari intorno al trattamento legislativo da riservare al genere di pianta da cui si ricavano due tra le sostanze “stupefacenti” più utilizzate comunemente: cannabis  e marijuana.

Se infatti la Legge 2 dicembre 2016 n. 242, entrata in vigore un anno fa, ha portato alla creazione di veri e propri Store dove  acquistare articoli commestibili a base di canapa, non sembrerebbero accertati dai test condotti sino ad d’oggi problemi nel caso di test anti-droga, come quelli che possono essere condotti dalla Polizia Stradale, con dispositivi portatili, in caso di fermo del veicolo.

Il "drosometro", ossia il dispositivo Alere DD S2 Mobile Test System

La rassicurazione deriva dal fatto che i prodotti in questione (del genere della “cannabis light”) presentano una quota di THC (la sostanza psicoattiva prodotta naturalmente dalla pianta) entro i limiti di concentrazione dello 0,6% consentito dalla legge.

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CHE COSA DICE L’ART. 187 DEL CODICE DELLA STRADA?

Torniamo alla norma in esame, inserita nel Titolo V (“Norme di comportamento”). Tratta della “Guida in stato di alterazione psico-fisica per uso di sostanze stupefacenti“, dove l’ultimo aggettivo è sinonimo di “psicoattiva”, a indicare una sostanza chimica in grado di interferire con l’attività mentale. Di conseguenza, mentre si è al volante, con l’attenzione e la prontezza dei riflessi.

Occorre segnalare innanzitutto che l’intero Art. 187 del Codice della Strada è stato sostituito dall’Art. 6 del D.L. 27/06/2003 n. 151, che dà facoltà agli agenti di condurre il conducente trovato positivo al test anti-droga presso strutture sanitarie, affinché  si presti al prelievi di campioni di liquidi biologici necessari per gli esami utili a rigettare o convalidare il primo esito.

come funziona il drogometro

ART. 187 DEL CODICE DELLA STRADA: SANZIONI

I provvedimenti  amministrativi da applicare nei confronti del driver che non si fosse attenuto al divieto di “guidare in condizioni di alterazione fisica o psichica correlata con l’uso di sostante stupefacenti o psicotrope” (altro sinonimo di “psicoattive”) sono progressivi rispetto alla gravità del reato contestato e includono anche il rifiuto dell’accertamento.

Per conoscere l’entità di queste disposizioni dobbiamo far riferimento alla Legge 2 ottobre 2007 n. 160, che ha convertito con modificazioni il contenuto dell’art. 5 del D.L. 03/08/2007, arrivato a ricodificare i dettami del comma 1 dell’Art. 187 CdS. Scendiamo nei dettagli:

  • pagamento di una multa da euro 1.000 a euro 4.000;
  • arresto fino a tre mesi;
  • sospensione della patente di guida da 6 mesi a 1 anno (raddoppio se non si risulta proprietari del veicolo)

ART. 187 DEL CODICE DELLA STRADA: CRASH

Le pene di cui sopra sono raddoppiate, con – in aggiunta – il fermo del veicolo per 90 giorni (che non si dà se invece il mezzo appartenga a persona estranea al reato) – nel caso in cui al conducente sia ascritta la responsabilità di un incidente stradale.

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immagine generica di incidente stradale

Davanti al sospetto di una possibile assunzione di sostanze stupefacenti da parte del conducente, gli organi di Polizia Stradale sono autorizzati al ritiro della patente fino all’esito degli accertamenti, qualora questi non possono essere condotti al momento. Non possono trattenere il documento, però, per non più di 10 giorni.

Se la violazione è commessa dopo le ore 22 e prima delle ore 7, è previsto un aumento dell’importo dell’ammenda da un terzo alla metà del valore della stessa.

ART. 187 DEL CODICE DELLA STRADA: NOVITÀ

Nel testo dell’Art. 187 del Codice della Strada si trovano riportate in grassetto alcune innovazioni introdotte dalla Legge n. 120 del 29 luglio 2010 in materia di sostegno alla sicurezza stradale.

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Quella forse più interessante riguarda il fatto (vedasi comma 8-bis) che la pena detentiva/pecuniaria può  essere  sostituita, “anche con il decreto penale di condanna, se non vi e’ opposizione da parte dell’imputato, con quella del lavoro di pubblica utilità  […] consistente nella prestazione di un’attività non retribuita a favore della collettività da svolgere,in via prioritaria, nel  campo  della  sicurezza e dell’educazione stradale“.

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