23 Febbraio 2018

Arval 2018: dalla company car ai consumatori finali

Parigi – Nella splendida cornice del Pavillon Vendome di Parigi Arval ha incontrato la stampa internazionale per presentare una serie di nuovi servizi digitali. L’obiettivo è uno solo: accelerare sull’innovazione per confermare quanto di buono fatto lo scorso anno e “portare il noleggio a tutti”, anche ai privati.

Con oltre un milione 103 mila veicoli gestiti in 29 Paesi del mondo, e un +7,5% anno su anno, Arval chiude un ottimo 2017, registrando anche lo sbarco sul mercato norvegese.

Philippe_Bismut

Quello appena trascorso è stato un altro anno di successi e incoraggianti risultati, che dimostrano l’efficacia della nostra strategia, la qualità e l’impegno dei nostri team. Stiamo presentando offerte innovative, che contribuiranno alla trasformazione del mercato e ne velocizzeranno lo sviluppo globale, e ci stiamo impegnando sempre più nel proporre soluzioni user friendly e sostenibili, disponibili anche per i collaboratori dei nostri clienti e per i privati” ha detto Philippe Bismut, CEO di Arval, che ha poi spiegato la nuova strategia Arval, “con lo spostamento del focus dalla company car agli individui”.

DAL VOLUME DI AUTO AL LORO UTILIZZO

L’Italia, per Arval, rappresenta il secondo mercato dopo quello francese con oltre 184 mila auto gestite (+10% sul 2016): merito soprattutto delle performance del segmento delle piccole e medie imprese e dei liberi professionisti. Il nostro Paese, che insegue la Francia (304mila unità), e si posiziona davanti al Regno Unito (161mila).

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Quello che si è da poco concluso è stato un anno importante per Arval Italia, sia dal punto di vista della crescita della flotta, sia perché, nel corso dell’anno, abbiamo lavorato intensamente allo sviluppo di offerte innovative. Molte di queste, come Arval Car Sharing, sono state testate e lanciate in anteprima sul mercato di casa nostra, precedendo la loro implementazione in tutti i Paesi del Gruppo Arval” ha dichiarato Grégoire Chové, Direttore Generale di Arval Italia. L’obiettivo non dichiarato è quello di spostare il paradigma dal volume delle auto noleggiate ai minuti del loro utilizzo, perché la sfida oggi è massimizzare quello che già esiste.

Il 2018 – aggiunge Chové – sarà un anno ricco di sfide ambiziose, che vedrà per noi una doppia diversificazione, sia per ciò che concerne il prodotto, sia per quanto riguarda il nostro target di riferimento. Che, oltre alle aziende, andrà sempre più ad includere soluzioni di mobilità per il mercato dei privati”.

NUOVI SERVIZI E INNOVAZIONE

Durante la conferenza stampa, sono stati presentate cinque offerte innovative, che saranno progressivamente implementate nei diversi Paesi. Scopriamole nel dettaglio:

Arval_2018

  • Arval For Me è una piattaforma digitale per la manutenzione dell’auto. Ovvero, riparazioni meccaniche, di carrozzeria, di cristalli o cambio e/o acquisto gomme, a cui il driver può aggiungere servizi quali la prenotazione online dell’intervento anche con presa e riconsegna della vettura a casa o in ufficio, o in caso di panne, l’utilizzo del carro attrezzi. Ci si può anche affidare ad un aiutante virtuale, Max, chabot del servizio. Quest’ultimo verrà lanciato prima in Italia e poi in Spagna nel primo trimestre 2018, in Francia nell’ultimo e nel 2019 per il Regno Unito.
  • Arval Car Sharing è la soluzione di corporate car sharing che consente alle aziende di massimizzare l’utilizzo dei veicoli in flotta, già lanciato in Italia lo scorso anno, perché integrato completamente con Arval Active Link e con la telematica di bordo.
  • Arval For Employee si rivolge a quel 90% di chi non ha un’auto assegnata e la può ottenere attraverso diverse formule. La più significativa è Il salary exchange, ovvero la possibilità di poter convertire una parte del salario in un’auto a noleggio, con vantaggi fiscali e di tassazione, soprattutto in alcuni paesi.
  • My Arval è il portale per Fleet manager e driver. Con My Arval for customers, vengono fornite molteplici informazioni a chi in azienda gestisce le flotte, con tanto di report estraibili. Con MyArval community, viene invece offerta la possibilità ai Fleet manager di confrontarsi tra loro grazie a una piattaforma online il cui accesso sarà disponibile anche tramite My Arval. Infine, ecco l’app per Android e iOS per My Arval Mobile, che permette ai driver di gestire e usare la propria auto. In Italia si potrà utilizzare anche per pagare il carburante, grazie agli accordi sottoscritti da Arval con le principali compagnie petrolifere presenti sul mercato.
  • Arval Electric Vehicle, già presente che sarà sviluppato prima in Francia, Regno Unito, Belgio, Olanda e, naturalmente Norvegia, è un servizio che supporta il cliente nella transizione verso l’auto elettrica, grazie anche a delle partnership strategiche instaurate con Renault-Nissan per la parte hardware e con l’olandese NewMotion per le stazioni di ricarica. Con questo servizio, vengono calcolati il potere di elettrificazione di una flotta, i punti di ricarica necessari sia in ufficio che a casa, e la gestione dei rimborsi automatici per l’energia immessa dalla singola postazione. Sono anche stati stabiliti specifici “kpi” per capire l’impatto sulla propria flotta e la possibilità di acquistare elettricità proveniente solo da fonti sostenibili. Oggi le auto elettriche in flotta sono lo 0,7%, nel 2020 saranno il 3% e il 13,5% nel 2025. “Noi pensiamo di raggiungere, anche grazie a questo servizio, il 5% tra due anni” ha precisato Bismut.

Da questa Conference, emerge dunque un’azienda che punta decisamente sull’innovazione, attraverso molti servizi che si rivolgono in modo deciso anche al mondo del consumatore finale. Potremmo quasi definirlo un noleggio per tutti.
Il secondo fattore emerso è che il nuovo paradigma, per Arval, è vincere la sfida della massimizzazione dell’utilizzo di tutto ciò che già esiste in modo efficiente.

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