9 Ottobre 2019

La Mobilità si fa in 4: Arval Italia porta l’educazione stradale nelle scuole

Si chiama "La Mobilità si fa in 4" ed è un progetto di Corporate Social Responsibility di Arval Italia, che porta nelle scuole l'educazione stradale, incentrandola sulla mobilità del futuro. Un'iniziativa che in quasi due anni ha coinvolto oltre 50.000 piccoli alunni.

Arval Italia punta sulla responsabilità sociale di impresa. Sono stati presentati infatti oggi a Milano, nell’affascinante cornice della Diamond Tower, i risultati dell’iniziativa “La Mobilità si fa in 4”, un progetto di Corporate Social Responsibility firmato dalla società di noleggio del Gruppo BNP Paribas, dedicato a scuole e bambini di tutta Italia.

Cos’è “La Mobilità si fa in 4”? Si tratta di un percorso didattico di educazione stradale per gli alunni della scuola primaria che si pone l’obiettivo primario di sensibilizzare bambini e genitori sull’importanza di riconquistare gli spazi cittadini e governare la trasformazione della mobilità attualmente in corso.

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ARVAL ITALIA E IL PROGETTO NELLE SCUOLE

Il progetto, che ha preso il via quasi due anni fa, prende il titolo da quelli che, secondo Arval Italia, sono i quattro pilastri della mobilità del domani, ovvero sicura, intelligente, condivisa e ecologica.

L’iniziativa, realizzata in collaborazione con La Fabbrica (agenzia creativa internazionale accreditata come ente di formazione presso il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca) prevede l’invio alle scuole aderenti – sparse su tutto il territorio nazionale – di un kit didattico composto da una “Guida di attività” per gli insegnanti e da un “Mission Book” per i piccoli studenti.

All’interno di laboratori dedicati, gestiti da personale qualificato, gli alunni hanno la possibilità di sperimentare, attraverso quiz, giochi e attività concrete, i corretti comportamenti da adottare per una mobilità sostenibile (scopri cosa pensano i Fleet Manager dell’auto elettrica) e smart. “Il progetto è in continua evoluzione – ha spiegato Alessia Pedersini, Marketing Communications & CSR Director di Arval Italia -: lo scorso anno i laboratori erano incentrati sulla guida sicura e la mobilità green, mentre quest’anno ci siamo concentrati sulla robotica, per insegnare ai bambini come funziona l’auto a guida autonoma”.

Alessia Pedersini Arval

BAMBINI E MOBILITÀ DEL FUTURO

Gli alunni coinvolti, oltre 50.000 per un totale di 1.200 scuole, rappresentano certamente il futuro della mobilità, aziendale e non. “Ci siamo rivolti ai bambini, perché noi siamo una società giovane, con collaboratori che hanno figli piccoli – ha proseguito Alessia Pedersini – Proprio i nostri collaboratori, infatti, sono stati ambassador della mobilità del futuro nelle scuole dei loro bimbi”. 

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Il paradigma della mobilità del futuro è ormai chiaro. “In Arval ci occupiamo di auto, ma ormai anche di mobilità a 360 gradi” ha sottolineato la manager, ribadendo poi l’impegno di Arval nel campo della CSR: “Oggi circolano in Italia 200.000 auto Arval, questo significa avere una grande responsabilità come azienda”.

Arval progetto responsabilità sociale impresa

L’EVENTO

“La Mobilità si fa in 4” è un’iniziativa che, dunque, ha coinvolto migliaia di famiglie italiane e che ha rappresentato l’occasione per dare vita questo pomeriggio a una discussione più ampia sulla mobilità del futuro e sul ruolo fondamentale dell’educazione scolastica.

Su questi temi sono intervenuti, al fianco di Alessia Pedersini, Massimiliano Dona, Presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, Alex Corlazzoli, maestro e blogger de “Il Fatto Quotidiano”, e Valeria Cagnina, la giovane italiana più promettente nel campo della tecnologia dell’innovazione e della robotica, già individuata a 18 anni appena compiuti come una delle 50 donne più influenti del mondo tech. La tavola rotonda è stata moderata dal giornalista Federico Luperi, Direttore Innovazione dell’agenzia di stampa AdnKronos.

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