Il lato nascosto della green mobility: gli asiatici dominano il mercato delle batterie per le auto elettriche

Sono gli asiatici a produrre la quasi totalità delle batterie che muovono l’auto elettrica. Un mercato che diventerà sempre più strategico e nel quale l’Unione Europea vuole dire la sua.

Componente principale dell’auto elettrica è la batteria, ma chi la produce? A differenza di tecnologie come il diesel, abbondantemente sviluppatesi in Europa, la produzione delle batterie per il mercato automotive è quasi tutta in Asia.

Un dato di fatto che genera qualche preoccupazione, dato che le Case costruttrici stanno investendo miliardi di euro sull’auto elettrica e nei prossimi anni è atteso il definitivo affermarsi della mobilità a emissioni zero. Ha senso affidare un asset strategico come questo esclusivamente a Gruppi stranieri?

I PRODUTTORI ASIATICI DI BATTERIE

Produrre una batteria da zero non è un lavoro per la Case costruttrici, che devono rivolgersi a dei fornitori. Di fatto, la produzione di batterie al litio per il settore automotive avviene quasi totalmente in Asia, principalmente in Cina, ma anche in Corea del Sud e Giappone. Per produrre le batterie bisogna partire dai materiali, e la Cina sta già monopolizzando il mercato mondiale del litio.

Le batterie litio-ione per l’automotive sono prodotte per oltre il 90% nel Far East. Ecco chi sono i principali produttori:

  • Dalla Corea del Sud: Lg Chem, Samsung Sdi, Sk Innovation
  • Dal Giappone: Panasonic e Sanyo
  • Dalla Cina: Catl (Contemporary Amperex technology), che è anche il più grande al mondo come volumi; Lishen Battery e Byd, che produce anche veicoli elettrici in prima persona (a Torino girano una decina di autobus elettrici con la loro firma)

In questo scenario competitivo le Case europee che si affacciano all’elettrico sono viste come un potenziale grande cliente. Per questo alcuni Gruppi asiatici hanno iniziato la produzione in Europa: Lg in polonia e Samsung in Ungheria, mentre l’anno prossimo aprirà una fabbrica di Catl in Germania e una in Ungheria di Sk. 

Leggi anche: Come si produce la batteria di un’auto elettrica?

I PROGETTI DELL’UNIONE EUROPEA

La produzione europea di batterie litio-ione è meno del 3% della produzione mondiale. Oltretutto riguarda soprattutto mercati di nicchia e non il settore automotive. Per recuperare il ritardo tecnologico, la Commissione Europea ha lanciato alcuni progetti strategici che coinvolgono tutti gli Stati membri e con investimenti di miliardi di euro.

European Battery Alliance

Con la “European Battery Alliance” l’Europa sta cercando di correre ai ripari per arrivare a produrre  in modo competitivo le batterie più utilizzate in ambito automotive, ovvero quelle litio-ione,  con l’obiettivo di costruire 20 Gigafactory in Europa.

Lanciato nel 2017,  è un progetto targato Ipcei (important projects of common European interest) e giudicato di interesse strategico. Per questo, è permesso ai singoli Stati membri di finanziare le industrie che rispondono a questa call, in deroga agli aiuti di Stato. I singoli progetti si devono integrare, ma sono emersi 4 o 5 potenziali produttori  europei di batterie litio ione, in modo in futuro di  non dipendere dai fornitori asiatici.

Battery 2030+

Lo standard in ambito automotive sono le batterie litio-ione. Ma non è detto che non possano inserirsi nuove tecnologie.  Con il progetto “Battery 2030+”, che coinvolge anche realtà accademiche (in Italia il Politecnico di Torino), l’Unione Europea prosegue la ricerca per le batterie più avanzate. In generale si studiano batterie “post litio-ione”, come le batterie allo stato solido che sfruttano un elettrolita solido anziché liquido. L’Europa sta investendo decine di milioni di euro per arrivare a batterie ultra performanti e innovative. La  prospettiva  è di cambiare radicalmente il design delle celle e sviluppare materiali nuovi. Così si potrebbero battere i cinesi non per i imitazione, ma con nuove tecnologie.

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