Noleggio e assicurazioni: così il sinistro pesa di meno

Parlare di efficienza, significa parlare di riduzione dei costi. Ed è cosa nota che, nel caso delle società di noleggio a lungo e a breve termine, una delle categorie di spesa più rilevanti (e sempre meno sostenibili) sia quella assicurativa.  Ecco perché può essere utile approfondire la “ricetta” che Deloitte, noto colosso della consulenza manageriale, ha messo a punto per supportare le società di noleggio in una gestione più efficiente di questo ambito particolare (leggi l’inchiesta sul tema delle scatole nere).

PROBLEMATICHE DI SETTORE –  “In primo luogo – esordisce Romano Sacchi, Director di Deloitte -, gli elementi da tenere monitorati sono tre: l’andamento della sinistrosità, in termini percentuali rispetto al numero di auto in flotta, che può essere in crescita pur a fronte di una riduzione nel numero assoluto dei sinistri (siamo, tra l’altro, di fronte a un tendenziale aumento di furti e appropriazioni indebite); il costo medio del sinistro, che è in progressivo aumento a livello di settore; il costo di processo sostenuto per la gestione assicurativa della flotta. Va da sé che, a prescindere da quale sia la formula assicurativa scelta dalla società di noleggio – copertura con pagamento di un premio oppure sistemi misti con una parte gestita in autoassicurazione -, l’andamento a peggiorare di queste voci non può che avere come diretta conseguenza un aggravio dei costi da sostenere, sia per la gestione assicurativa sia per rimettere in linea il veicolo ripristinato. Ma se questo è il contesto, esistono comunque ambiti nei quali è possibile intervenire per governare meglio, e anche ridurre, tali costi”.

DOVE INTERVENIRE –  Quali sono nel dettaglio le direttrici di intervento su cui deve muoversi il noleggiatore che voglia perseguire maggiore efficienza operativa nella gestione dei sinistri? Deloitte elenca quattro aree di miglioramento che, nel loro insieme, possono portare a ridurre il costo totale del processo fino al 20%. E al contempo, in un orizzonte temporale di più anni, a contenere efficacemente i costi assicurativi, anche fino al 10%.

1. ANALISI DELLA PERFORMANCE ASSICURATIVA  a livello di singolo cliente o di segmento di clientela. Si tratta di intraprendere un lavoro di profilazione, andando ad analizzare la frequenza dei sinistri e la loro tipologia (attivi o passivi, con la presenza o meno di controparti…).

2. AUMENTO DELLA MARGINALITA’/COMPETITIVITA’ , supportando con l’analisi assicurativa la definizione di una politica di pricing più efficace e articolata secondo cluster di clientela omogenei. Quella che possiamo definire “onerosità assicurativa” di ogni cliente, infatti, deve influenzare la politica commerciale del noleggiatore, sia nel Rac che nel Nlt.

3. REVISIONE E OTTIMIZZAZIONE DEL PROCESSO DI GESTIONE DEL SINISTRO – in ottica end-to-end (dalla fase di check-in alla liquidazione). In termini di processo, gli elementi cui mettere mano sono diversi. A cominciare, ancora una volta, da quello relativo alle informazioni, che devono essere raccolte, analizzate e rese fruibili a tutti gli attori, eliminando l’asimmetria informativa che spesso esiste tra cliente e società di noleggio e tra questa e l’assicuratore.

4.RICORSO AI SERVIZI TELEMATICI – È il tema, più che mai attuale, della scatola nera. Che, seppure in un momento di evoluzione normativa, appare in grado di contribuire a un miglior controllo del costo assicurativo, anche per i noleggiatori. A patto, però, di ragionare sul suo utilizzo. “Non è certo installandola tout court sull’intero parco che si ottiene un’efficienza – chiarisce Sacchi -. Anzi, in questo caso è possibile che il costo ecceda il beneficio. Ancora una volta, quindi, è necessaria un’analisi della performance assicurativa per capire qual è la tipologia di veicolo o di zona geografica che ‘merita’ la black box e qual è il tipo di informazione che lo strumento deve fornire”.

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