Top Thousand: “Aumento della tassazione sulle auto aziendali? Un clamoroso autogol”

Secondo Gianfranco Martorelli, presidente dell’Osservatorio Top Thousand, la parziale retromarcia del Governo sulla tassazione delle auto aziendali non cambia le carte in tavola: se il provvedimento venisse approvato, sarebbe un clamoroso autogol, non solo per l’intero settore auto ma anche per il gettito fiscale.

La parziale retromarcia innestata venerdì scorso dal Governo non basta. L’aumento della tassazione sulle auto aziendali, previsto dalla bozza della Manovra 2020, rimane una stangata inaccettabile per i lavoratori e per il settore automotive, già penalizzato da una fiscalità non allineata con quella degli altri Paesi europei.

Manovra 2020 tassazione auto aziendali

Ma il provvedimento, in caso di approvazione in Parlamento, sarebbe un “autogol” anche per lo Stato e per il gettito fiscale. Ne è convinto Gianfranco Martorelli, presidente di Top Thousand, l’Osservatorio sulla mobilità aziendale composto da Fleet e Mobility Manager di grandi aziende nazionali e multinazionali attive in Italia.

TASSAZIONE SULLE AUTO AZIENDALI: QUALUNQUE AUMENTO NON È CONGRUO

Mentre le ultime notizie sulla tassazione delle auto aziendali parlano di ulteriori (e auspicabili) possibili modifiche alla bozza in Parlamento, o addirittura di un possibile rinvio, Martorelli ribadisce la preoccupazione che aveva già espresso giovedì scorso, quando era stata resa nota la stangata.

Gianfranco Martorelli Fleet Manager di Wind Tre

“La vettura aziendale è sì uno strumento di incentivazione, ma per molte figure professionali viene utilizzata principalmente per l’attività lavorativa e solo in parte per uso privato. Per questo, qualunque aumento della tassazione rispetto al 30% attualmente in vigore sul fringe benefit non è congruo e non è accettabile” spiega Martorelli.

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CORREZIONE INUTILE

La modifica in corsa, con l’esclusione dal provvedimento delle auto elettriche e ibride e l’aumento della percentuale di imponibile al 60% (invece che al 100%), non sposta le carte in tavola. “La correzione ecologica, se così la vogliamo chiamare, denota dilettantismo tecnico e una scarsissima conoscenza del mondo flotte: oggi, data la situazione delle infrastrutture in Italia, è praticamente impossibile assegnare ad uso promiscuo un’auto elettrica. Gli EV aziendali vengono utilizzati quasi esclusivamente in sharing” prosegue Martorelli.

come funziona revisione auto elettriche ibride

Anche sull’ibrido il discorso è simile. “L’ibrido plug-in – osserva il presidente di Top Thousand – ha necessità di infrastrutture come l’elettrico e solo ultimamente sono arrivati sul mercato veicoli ibridi che coprono tutte le esigenze delle flotte aziendali, veicoli che naturalmente potranno essere inseriti nei parchi auto quando ci saranno i rinnovi. Siamo dunque ancora di fronte a un’offerta limitata”.

In conclusione, “servono veri incentivi sui veicoli elettrici e ibridi, non, come è stato fatto,  un salvataggio dal massacro generale”. Anche la tassazione maggiorata dei veicoli superinquinanti si rivelerebbe piuttosto ininfluente ai fini fiscali, dato che “già da tempo, le flotte stanno evitando questi modelli, per abbassare le medie di emissioni complessive”.

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UN AUTOGOL

“Nel caso venisse approvato in Parlamento, l’aumento della tassazione sulle auto aziendali rischia fortemente di rivelarsi un clamoroso autogol, che non produrrà il gettito previsto” conclude Martorelli.

Manovra 2020 Osservatorio Top Thousand

Questo perché “le aziende, attualmente, non hanno leve per obbligare i dipendenti a rispettare una maggiore tassazione, anzi gli stessi potranno restituire la vettura, andando ad intaccare negativamente il gettito legato all’attuale tassazione e, allo stesso tempo, creando un problema gestionale alle imprese”.

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