18 Novembre 2019

Auto aziendali: quali sarebbero gli effetti dell’aumento della tassazione?

La Manovra 2020, come sappiamo, ha previsto un cospicuo aumento della tassazione sulle auto aziendali. In attesa delle novità (e di un’ulteriore retromarcia da parte del Governo) riassumiamo qui quali sarebbero gli effetti del provvedimento.

Meno tasse sulle auto aziendali. Il monito arriva direttamente dal premier Giuseppe Conte, ma intanto, in attesa delle tanto auspicate modifiche, la bozza della legge di Bilancio 2020, come sappiamo tutti, parla di un cospicuo aumento delle imposte. Come abbiamo visto, raddoppiate su alcuni modelli, triplicate su quelli superinquinanti.

Tassazione auto aziendali

E anche se il provvedimento è decisamente più morbido rispetto a quanto era stato definito all’inizio (le auto elettriche e ibride sono state escluse, così come è stata esclusa la retroattività), gli effetti dell’aumento della tassazione sulle auto aziendali, nel caso venisse confermata in questi termini sarebbero decisamente negativi. E riguarderebbero non solo le aziende, ma anche gli stessi introiti per l’erario. Riassumiamo qui, quindi, quali potrebbero essere.

Approfondisci: la lista dei modelli colpiti

GLI EFFETTI DELLA TASSAZIONE SULLE AUTO AZIENDALI

IL CALO DEL MERCATO

Considerando che l’auto aziendale oggi rappresenta il 40% delle nuove immatricolazioni, se la norma entrasse in vigore da gennaio il settore, secondo le stime di Aniasa, subirebbe un brusco stop che si rifletterebbe gioco forza sul mercato dell’auto.

auto aziendali tassazione triplicata dalla Manovra 2020

La norma, infatti, spingerebbe molti dipendenti a restituire le auto aziendali e valutare il ritorno all’auto di proprietà, con soluzioni peraltro di difficile gestione per l’azienda e facilmente soggette a truffe, come il rimborso chilometrico. Ricordiamo che nel 2019 il mercato non è stato brillante, quindi un ulteriore calo sarebbe negativo per tutta l’economia del Paese.

Leggi anche: l’opinione dei Fleet Manager sul provvedimento

STOP AL RINNOVO DEL PARCO CIRCOLANTE

Il parco auto circolante italiano è tra i più vetusti d’Europa. Le associazioni hanno sottolineato più volte la necessità di rinnovarlo con modelli di nuova generazione, più green e sicuri. In teoria anche il Governo sarebbe d’accordo.

Peccato che l’aumento della tassazione sulle auto aziendali determinerebbe un brusco stop all’acquisto delle auto nuove e, di conseguenza, uno stop alla crescita delle auto green e al rinnovo dei veicoli vecchi. Un aspetto che lo Stato deve considerare.

Parco circolante italiano aumento auto

MENO INTROITI PER LO STATO

Se davvero i dipendenti delle aziende restituissero l’auto aziendale, ci sarebbe anche ovviamente un effetto boomerang sulle entrate per lo Stato. La tassazione sul fringe benefit (scopri cos’è e come si calcola?), infatti, verrebbe applicata su un numero inferiore di modelli, con conseguenze negative intuibili.

UNA SPINTA PER IL RAC

Veniamo ora alle conseguenze che potrebbero esserci sul mercato del noleggio. L’auto aziendale, lo sappiamo, è soprattutto acquisita con la formula del noleggio a lungo termine, ma l’aumento della tassazione potrebbe dare una spinta indiretta al ricorso a noleggi brevi (qualche giorno) per trasferte o particolari esigenze di spostamento.

In altre parole potrebbe esserci una crescita del noleggio a breve termine per motivi Business, un comparto che già oggi si conferma in salute.

Leggi anche: come funziona il noleggio a breve termine?

LA CRESCITA DI CAR POOLING  E CAR SHARING

Ovviamente la presenza di meno auto in fringe benefit crea un vuoto all’interno delle aziende, specie se si pensa all’esigenza di ottimizzare gli spostamenti. Ecco, quindi, che a beneficiarne potrebbe essere il corporate car sharing (scopri qui come funziona), una soluzione di auto condivisa che può essere adottata da tutti i dipendenti, anche per il tempo libero.

Carpooling aziendale Jojob

Allo stesso modo potrebbe beneficiarne il car pooling, una formula che consente di risparmiare negli spostamenti casa lavoro. Così, solo un dipendente, a turno, dovrebbe prendere la sua auto per il percorso casa ufficio. Ma, occorre sottolinearlo, le soluzioni di sharing sono assolutamente complementari all’auto aziendale, quindi sono destinate a crescere anche senza una tassazione così penalizzante.

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