10 Marzo 2012

Auto blu: è tempo di tagliare

Il costo della politica? Ormai da tempo si parla di ridurlo. Ma quanto sia difficile riuscirci è documentato da innumerevoli dibattiti, polemiche, con provvedimenti che stabiliscono per il futuro, che demandano e rimandano a organismi, uffici vari. L’uso dell’auto blu risulta poi uno degli aspetti più controversi e indigeribili per l’opinione pubblica, su cui da 15 anni si è incentrata l’attività del Governo con indagini, censimenti, riduzioni di spesa.

UNA FOTOGRAFIA ESATTA – Stavolta sembra che si faccia sul serio, e in velocità. La Direttiva Brunetta di fine 2010 sull’utilizzo delle vetture in dotazione alle Amministrazioni Pubbliche sta cominciando a dare i suoi frutti, supportata da opportuni passi del Governo. L’ultimo dei quali è il Decreto del Presidente del Consiglio del 3 agosto 2011, che nel disciplinare l’utilizzo delle vetture di servizio e di rappresentanza ha attivato un censimento permanente, con l’obiettivo di contenere i costi per 300 milioni di euro annui. E, dopo due conseguenti rapidi monitoraggi, avvalendosi dell’innovativo (incredibile!) obbligo per le P.A. di comunicare in via telematica, abbiamo ora un quadro più esatto. Ufficializzati a febbraio dal Ministro della Funzione Pubblica Filippo Patroni Griffi, i dati del censimento 2011 effettuato da Formez PA (centro servizi, assistenza, studi e formazione per l’ammodernamento delle P.A. – ndr) tra il 6 dicembre 2011 e il 20 gennaio 2012 sono indicativi di un nuovo assetto sul tema, avendo risposto ben 7.214 Amministrazioni centrali e locali. In pratica, anno aderito il 90,8% degli uffici pubblici. È una fotografia esatta dell’intero parco auto in uso alle P.A., che ha consentito di rilevare il numero di auto blu utilizzate, assegnate in uso esclusivo e non esclusivo, il numero e la qualifica degli assegnatari, il numero delle auto di servizio a disposizione per le esigenze degli uffici e, aspetto innovativo, il costo complessivo delle vetture e la loro percorrenza chilometrica. Fra le Amministrazioni che hanno risposto, le principali sono le Regioni, le Università, le Camere di Commercio, le Province, i Comuni capoluogo e le Asl (oltre il 95%), seguite dalla P.A. centrale (93,5%), dagli Enti pubblici nazionali (90%), dai Comuni non capoluogo e dagli Enti Regionali (82%). I risultati del censimento sono consultabili in rete (www.censimentoautopa.gov.it), compreso l’elenco delle Amministrazioni che non hanno risposto, che saranno intervistate direttamente dall’Ispettorato della Funzione Pubblica.

LE VETTURE – I risultati indicano volumi notevolmente inferiori rispetto a quanto indicato o stimato in precedenza, quando si parlava di addirittura 2-300mila veicoli targati P.A. Sono infatti 59.216 le vetture censite, di cui 9.855 “blu” (cioè riservate ai vertici delle P.A.) e 49.485 “grigie” (cioè destinate a un uso di servizio). E la stima totale, aggiungendo cioè le auto, in proprietà o in noleggio, degli Enti non rispondenti, arriva a 64.524 autovetture, distribuite in 10.634 “blu” e 53.890 “grigie”. Non sono ovviamente compresi i veicoli per funzioni di Pubblica Sicurezza. Il parco delle P.A. risulta ancora eccessivamente sbilanciato sulle auto di proprietà (79%), seguite dal noleggio senza conducente (19%), mentre leasing e comodato sono all’1%. È anche obsoleto e sicuramente diseconomico e con un considerevole effetto inquinamento, considerato che ben 16mila auto (il 27% del totale) ha oltre 10 anni e il 34% ha tra 5 e 10 anni di utilizzo. Inoltre, circa 800 vetture risultano non adoperate. Riguardo alla cilindrata, poi, il 16% risulta superiore ai 1.900 cc, mentre il 3,6% è compreso tra 1.600 e 1.900 cc, e il 66% tra 1.100 e 1.600 cc.

COME RISPARMIARE – I dati del censimento 2011 presentano un trend positivo di riduzione dei costi. Il vincolo di spesa varato nel 2010 (l’80% di quanto sostenuto nel 2009) e le successive limitazioni si sono tradotti in un calo del 10% delle auto in servizio rispetto al 2010 (ora sono stimate in 64.524 unità). E sulla base di questo andamento si stima un risparmio a regime, vale a dire entro il 2013, di 300-310 milioni annui, con una riduzione di questa voce di spesa da 1,7 a 1,4 miliardi. Il risparmio sarà generato per 140 milioni annui dal tetto del 20% sugli oneri di gestione diretta delle auto e per 170 milioni dai minori costi del personale addetto alla guida, che verrà riassegnato ad altre funzioni. Certo, permangono alcune criticità quali rilevanti disomogeneità territoriali, un numero troppo elevato di auto di proprietà o obsolete e inquinanti, nonché troppe vetture non utilizzate e oltre i 1.600 cc. Ma finalmente un controllo permanente e serio è partito e, se si analizzano con la prospettiva dei possibili ulteriori risparmi, i dati 2011 lasciano ben sperare. Sarà infatti più facile intervenire sugli squilibri, come quello che vede attualmente in uso più auto blu in Sicilia di quante non ne risultino in Piemonte, Liguria, Emilia Romagna e Veneto messi assieme. Oppure su casi “strani” come l’Amministrazione comunale di Torino, dove sono censite 40 auto non utilizzate. Tra le azioni più forti previste per garantire i risparmi, oltre alle limitazioni all’utilizzo delle vetture di servizio, c’è il limite di cilindrata sui nuovi acquisti a 1.600 cc, un diverso impiego delle auto non più utilizzate, la dismissione di quelle più vecchie e inquinanti e il passaggio dall’acquisto al noleggio.

I VANTAGGI DEL RENTING – Proprio riguardo al noleggio, anche il presidente di Formez PA, Carlo Flamment, ha ribadito che per qualsiasi Amministrazione conviene rispetto all’acquisto. Consentendo flessibilità e adeguata rispondenza alle differenti situazioni di domanda, nel rispetto dell’autonomia organizzativa, il noleggio è oggi in costante crescita e, dopo essere stato apprezzato dalle grandi Amministrazioni Pubbliche, comincia a essere conosciuto e richiesto anche da Enti locali a vario livello. Il Nlt, d’altronde, si adatta perfettamente alle nuove misure di razionalizzazione della spesa pubblica e, anche tramite l’attività di Consip, può costituire un forte sostegno alle politiche di risparmio. E questo non solo perché contribuisce all’efficienza di gestione delle flotte degli Enti, ma soprattutto a motivo del fatto che, mentre gli acquisti di autoveicoli avvengono con fondi stanziati per la spesa in conto capitale e con procedure burocratiche lunghe e complesse, il Nlt, con i canoni di noleggio imputati alla spesa corrente, rende molto più economico, rapido e agevole l’approvvigionamento di nuovi mezzi. Insomma, i minori costi complessivi del noleggio rispetto all’acquisto in proprietà (il 15-18% in meno, a parità di chilometraggio e su un percorrenza media di 20mila km/anno) garantirebbero l’utilizzazione di veicoli in numero adeguato alle esigenze, assicurando piena e migliore efficienza dei trasporti. Inoltre, aspetto non secondario, le P.A. possono utilizzare le maggiori risorse finanziarie così disponibili per ulteriori investimenti, non essendo più necessario anticipare capitali per l’acquisto. Non va dimenticato, infine, che il Nlt permetterebbe un ringiovanimento del parco, di cui come si è visto c’è urgente bisogno, con notevoli vantaggi in termini di sicurezza e contenimento delle emissioni inquinanti.

Pietro Teofilatto (direttore di Aniasa)

 

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