Auto elettrica: arriva la svolta?

Luglio 2012 – La domanda è da un milione di dollari: quale è il futuro dell’auto elettrica(leggi l’opinione del Ministro). Una risposta può essere trovata nella recente ricerca internazionale promossa da Deloitte, che raccoglie dati interessanti e, soprattutto, stimola opportune riflessioni in coloro che hanno e avranno il compito di progettare, costruire, commercializzare e gestire le prossime generazioni di auto.

L’OSSERVATORIO – Giunto alla terza edizione, l’Osservatorio analizza un panel di 13mila automobilisti in 17 Paesi – quest’anno anche extraeuropei – tramite specifici questionari proposti a maggiorenni in possesso di patente di guida. Oggetto dell’indagine, i veicoli a pura trazione elettrica (con spiegazione fornita all’inizio della survey per non generare confusione con ibride, micro-ibride e plug-in). A ciò si aggiunge anche l’analisi del “sentiment” in Italia, ovvero di come il popolo della rete percepisce e commenta le E-Cars sul web: circa 6.000 siti, forum, social media liberamente accessibili sono stati studiati da gennaio 2011 a maggio 2012, intercettando 4.000 contributi/articoli sull’auto elettrica grazie all’utilizzo di un software di ricerca semantica.

ITALIANS LIKE E-CAR – “Gli automobilisti italiani guardano con interesse i veicoli elettrici, ma nei fatti parliamo ancora di un mercato di estrema nicchia – esordisce Marco Martina, partner di Deloitte ed esperto del settore automotive -. Più della metà ne prenderebbero in considerazione l’acquisto: in primis per risparmiare sui costi di alimentazione, e poi per contribuire al miglioramento della qualità dell’aria”. La ricerca, infatti, considera che un veicolo full-electric, su un utilizzo di circa 10mila km annui, consenta un abbattimento dell’85% dei costi del ‘carburante’ e dal 70 al 90% dell’emissione di particolati. Eppure, nonostante questi numeri, nel 2011 nel nostro Pese sono state vendute meno di 300 auto elettriche, su un totale di circa 1.750.000 immatricolazioni. “Nei prossimi anni – prosegue Martina – il mercato potenziale di E-Car in Italia potrà essere di circa 30-35mila veicoli/anno: per questo siamo davanti a un’opportunità che può portare benefici all’intero sistema-Paese sia in termini economici, sia di qualità di vita e di mobilità intelligente. Però gli automobilisti sono esigenti: vorrebbero veicoli dalla forte personalità, con ricarica rapida e prezzo sotto i 15mila euro”.

LE ASPETTATIVE – Lo studio Deloitte ha messo in luce come le aspettative degli italiani nei confronti dell’elettrico siano elevate. In particolare, è emerso in maniera chiara che per i nostri connazionali l’E-Car non deve essere un veicolo “addizionale” o “da città”, ma deve rappresentare un’alternativa all’auto tradizionale con un elevato rapporto qualità/prezzo. Inoltre, dall’Osservatorio emerge come le strutture di ricarica siano sì importanti, ma comunque secondarie rispetto all’autonomia. “Ad oggi – conferma Martina -, solo il 32% degli automobilisti italiani accetterebbe un’autonomia inferiore ai 160 km, rispetto a una percentuale che in Brasile, India e Giappone si aggira intorno al 45%. In realtà sappiamo che il 90% degli europei non percorre più di 60 km al giorno e, quindi, l’autonomia compresa tra i 100 e i 200 km che la tecnologia di oggi consente, sarebbe sufficiente a colmare le esigenze della maggior parte dei cittadini”. Se da un punto di vista statistico le attuali batterie sarebbero quindi in grado di soddisfare i fabbisogni di un ampio numero di automobilisti, è pur vero che i tempi di ricarica costituiscono ancora un’importante barriera all’acquisto. Dalla ricerca emerge infatti che quasi il 70% degli italiani prenderebbe in considerazione l’acquisto di un’E-Car con un tempo di ricarica completa inferiore alle 2 ore.

 

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