Auto elettriche 2016: i nuovi scenari dopo Mobility in Italy

Creazione di divisioni o società specifiche, arrivo sulla “piazza” di altri attori che oggi mantengono ancora una posizione defilata, concentrazione dell’attività globale in un’area circoscritta. In sintesi: “nuovi business, nuovi player e nuove geografie” per le auto elettriche 2016.

Carlo Iacovini, Board member di Clickutility on Earth, una delle due società organizzatrici di Mobility in Italy, ha condensato nella triplice formula i risultati di una ricerca interna sullo stato dell’arte delle zero emissioni nel settore automotive presentato proprio in occasione dell’evento di Milano.

LA “SILICON VALLEY” DELL’AUTO

“Ci troviamo di fronte a una fase di fortissimo sviluppo come mai abbiamo avuto fino ad oggi – ha dichiarato Iacovini -. Tutte le Case costruttrici sono sempre più orientate a realizzare Newco, cioè società o divisioni appositamente dedicate ai servizi di mobilità. Vi sono poi sempre di più player nel settore tecnologico, ma anche molte aziende e startup che beneficiano di grossi finanziamenti, specialmente asiatici. Oggi lavorano ancora un po ‘sottobosco’ ma usciranno nei prossimi 12/18 mesi“.

Non è mancato un accenno alla nuova Silicon Valley dell’auto, concentrata nelle 50 miglia in California che separano San Francisco da San José. “Siamo abituati a un’industria di settore focalizzata su alcuni punti cardine – ha ripreso Iacovini -: Detroit per l’America, la Germania per quanto riguarda l’Europa. Ebbene in quella piccola area praticamente ogni attore dell’automotive possiede un centro di ricerca e sviluppo con ingegneri che studiano, ricercano e producono innovazione”.

VIDEO: INTERVISTA A CARLO IACOVINI, BOARD MEMBER DI CLICKUTILITY, A MOBILITY IN ITALY:

PRIMI AL MONDO GRAZIE A UN TEAM DI PARMA

Su questo piano l’Italia gioca un ruolo ambivalente, come ha precisato sempre Iacovini. “Come al solito, si tratta di una situazione un po’ particolare. Da un lato, come l’Europa, stiamo ‘alla finestra’ in quanto meno focalizzati a fare sistema per attrarre gli investimenti sulla mobilità elettrica in termini soprattutto di ricerca e sviluppo e di guida autonoma. Dall’altro l’Italia si può fregiare, già dieci anni fa, della prima autonomous car elettrica grazie all’équipe del Prof. Alberto Broggi“. La società fondata dal cattedratico dell’Università di Parma, VisLab, è stata acquistata per 30 milioni di dollari da Ambarella, realtà d’oltreoceano relativamente giovane ma già quotata in Borsa, con sede a Santa Clara (California).

Una parabola simile sarebbe da augurare anche alle due startup in materia di infrastrutture di ricarica presenti a Mobility in Italy per promuovere la mobilità elettrica: evway e Spin8. Interrogato sulla forse ancora troppo scarsa consistenza numerica delle colonnine, Carlo Iacovini di Clickutility on Earth ha replicato:  “l’esperienza europea ha insegnato che arrivano insieme al mercato. Alla crescita dei numeri, dei volumi, delle offerte prodotto, e, quindi, della credibilità agli occhi del consumatore”.

(photo credits: Raphael Monzini)

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