La Francia ferma le auto a benzina e diesel entro il 2040

Il Ministro dell’Energia dell’amministrazione Macron, Nicolas Hulot, durante la presentazione del piano per il raggiungimento degli obiettivi fissati dalla Conferenza di Parigi sui cambiamenti climatici, ha parlato chiaro; stop alle vendite di vetture a benzina e diesel in Francia entro il 2040 e messa in circolazione soltanto di auto elettriche.

Auto elettriche in Italia, il problema della ricarica

L’amministrazione francese, per raggiungere l’obiettivo dichiarato di livello zero delle emissioni di CO2 entro il 2050 – nonostante sia il mercato europeo in cui si vendono più auto elettriche e la Renault sia leader del mercato a zero emissioni – proporrà incentivi per la rottamazione delle macchine diesel di età superiore ai 20 anni e dei motori a benzina immatricolati prima del 2001.

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La Francia segue le orme di altri paesi come l’Olanda che l’anno scorso ha avviato l’iter legislativo per chiudere la vendita delle auto inquinanti entro il 2025 o della stessa Norvegia che si è posta l’obiettivo di fermare benzina e diesel entro otto anni.

Ad aumentare l’entusiasmo è arrivata anche la notizia di questi giorni di Volvo che ha annunciato l’intenzione di produrre dal 2019 solo veicoli elettrici e ibridi per arrivare entro il 2025 a mettere sul mercato un milione di auto elettrificate. «La richiesta di auto elettrificate è crescente e sempre più esplicita — ha spiegato Håkan Samuelsson, presidente e amministratore delegato dell’azienda che ha sede a Götheborg, in Svezia — e noi vogliamo rispondere ai bisogni presenti e futuri dei nostri clienti».

AUTO ELETTRICHE IN ITALIA: ULTIMA DELLA CLASSE

La situazione dell’Italia è diversa e poco green. Se nel 2016 in Europa sono stati venduti 102.625 veicoli esclusivamente a batteria, in aumento del 4,5% rispetto all’anno prima, in Italia le auto totalmente elettriche sono lo 0,1% del venduto (995 immatricolazioni tra gennaio e giugno 2017, contro le 690 di tutto il 2016). Prezzi elevati, scarsissimi incentivi, infrastrutture di ricarica inadeguate, e una mancanza di una vera politica della mobilità.

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