Smart Mobility World 2014: una finestra sulla mobilità futura

Quale occasione migliore di Smart Mobility World per parlare di auto elettriche e ibride? L’evento, organizzato al Lingotto di Torino dal 12 al 14 novembre, ha visto riuniti gli operatori di infrastrutture, le istituzioni locali e nazionali e i fornitori di tecnologie “smart”.

Smart Mobility World ha chiuso l’edizione del 2014 con 3.500 visitatori accreditati, 700 test drive, 140 relatori, 21 convegni e tornerà a settembre 2015 per la terza edizione.

CEI-CIVES – Tra gli operatori presenti, Pietro Menga, presidente di CEI – CIVES. La Cives è la sezione italiana dell’European associaton for battery, hybrid and fuel cell electric vehicles e opera all’interno del Comitato elettrotecnico italiano. Cives aggrega gli operatori del settore, sia lato offerta (costruttori di veicoli e componenti, produttori e distributori dell’energia elettrica, strutture di ricerca) che lato domanda (utilizzatori di flotte di veicoli, operatori del trasporto, associazioni di categoria), oltre a strutture pubbliche come i Ministeri dell’Ambiente, dello Sviluppo Economico, delle Infrastrutture e dei Trasporti. Un’istituzione particolarmente utile per fare il punto sulla mobilità elettrica.

VIDEO: PIETRO MENGA, PRESIDENTE CEI-CIVES

NON SOLO COLONNINE – “L’elettrico è un componente essenziale della smart city e del sistema energetico nazionale, occorre compore tutti gli elementi necessari per incentivare il consumatore”, sottolinea Menga. Attenzione però: il mantra non deve essere semplicemente quello di riempire di colonnine di ricarica il territorio. “In questa fase iniziale il consumatore deve avere la certezza di potere ricaricare a casa o in azienda. In un futuro, quando le prestazioni saranno diverse, perché ci sarà anche un’evoluzione tecnologica, è chiaro che questa esigenza sarà meno pressante”.

MOBILITA’ AZIENDALE – Le aziende hanno un ruolo importante nella promozione dell’elettrico perché, rispetto a un privato, è più facile per loro ammortizzare i costi e raggiungere un break-even. Anche vale anche dal punto di vista del’impatto sull’ambiente, perché le percorrenze aziendali sono più elevate.

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