Chi guida le auto elettriche e ibride in Italia?

La distribuzione per canale della mobilità elettrica e ibrida in Italia evidenzia differenze rilevanti tra i privati e le aziende. Ecco lo stato dell’arte, fotografato con l’aiuto di Dataforce.

Le auto elettriche e ibride sono un argomento ormai sulla bocca di tutti. Numeri alla mano, però, le quote di mercato di EV e Phev (pur essendo in crescita esponenziale) sono ancora marginali: parliamo di 30.252 elettriche e 37.881 Plug-in Hybrid immatricolate nei primi 6 mesi del 2021 su un totale di 887.477 unità (meno del 10% – fonte: Dataforce).

auto elettriche e ibride

In particolare, se si fa il confronto con i Paesi del Nord Europa (Norvegia in primis), il gap è evidente. Il dubbio sorge spontaneo: questa differenza potrà davvero essere colmata a breve-medio termine? E chi guida le auto elettriche e ibride nel nostro Paese? Per approfondire questi aspetti, che spesso passano in secondo piano di fronte all’effetto moda, abbiamo interpellato Laura Gobbini, data analyst & project manager di Dataforce Italia.

Leggi anche: la distribuzione geografica dell’e-mobility nel nostro Paese

AUTO ELETTRICHE E IBRIDE: I TARGET DI RIFERIMENTO

Privati o aziende?

Le recenti statistiche di Dataforce (clicca qui per approfondire), riferite al primo semestre dell’anno, in particolare, evidenziano una differenza sostanziale in termini di target sull’utilizzo delle auto con la spina. In particolare, il 47,23% delle ibride plug-in immatricolate nel 2021 (gennaio-giugno), ovvero quasi la metà del totale, è destinato al canale del noleggio, mentre la quota dei privati (36,40%) è molto più bassa. Discorso opposto invece per le full hybrid (fonte tabella: Elaborazione Dataforce su fonte Ministero Infrastrutture e Mobilità Sostenibili).

Immatricolazioni

Target 2018 2019 2020

Gen-giu 2021

Full hybrid

Privati

72,70% 71,45% 73,50%

70,49%

 

Partite Iva

7,75% 9,83% 8,98%

9,27%

 

Noleggi

19,55% 18,72% 17,52%

20,24%

Ibrido plug-in

Privati

25,87% 25,49% 31,44%

36,40%

 

Partite Iva

32,05% 33,99% 30,11%

16,37%

 

Noleggi

42,08% 40,51% 38,45%

47,23%

Leggi anche: ibrido, i Fleet Manager prevedono un boom nei prossimi 12 mesi

Auto ibride plug-in e auto ibride

“Considerando che il solo noleggio a lungo termine pesa all’incirca il 46%, è evidente come le Phev siano decisamente più attrattive per un utente aziendale” sottolinea Laura Gobbini. Alcuni aspetti stanno spingendo questo trend. “Prima di tutto, il parametro fondamentale per un privato che acquista un’auto è il costo, e oggi non esiste ancora un’indicazione chiara sui costi al km dell’energia elettrica”.

auto ibride display

“A ciò, si aggiungono le difficoltà che attualmente l’installazione dell’infrastruttura domestica comporta: per questo, gli automobilisti senza Partita Iva prediligono le auto Full Hybrid, che non richiedono ricarica – aggiunge Laura Gobbini – Al contrario, le aziende, che oltre al bilancio economico devono rispettare anche e soprattutto il bilancio ecologico, riescono a dotarsi più agevolmente di punti di ricarica in sede e i loro driver apprezzano le ibride plug-in, che come sappiamo sono, nella stragrande maggioranza dei casi, auto di marchi premium”.

Leggi anche: come funzionano i motori ibridi?

Auto elettriche

Per quanto riguarda le auto elettriche pure, invece, i numeri del 2021 sono stati influenzati in maniera decisiva dagli incentivi in vigore. “In questo caso, le immatricolazioni dei privati nel primo semestre 2021 arrivano ad una quota del 55% sul totale e le flotte (noleggi + vendite a società) si attestano al 30%– aggiunge la manager di Dataforce – Gran parte delle elettriche immatricolate in questi mesi dai codici fiscali, non a caso, sono citycar che, grazie alle agevolazioni statali, hanno un prezzo competitivo con le omologhe termiche”.

auto-elettriche ricarica in autostrada aperti primi distributori

Andando a vedere, però, l’andamento degli ultimi anni, è chiaro come sia stata, anche in questo caso, la clientela aziendale a spingere le vendite delle auto elettriche. In sintesi, conclude Laura Gobbini, “questa ‘dicotomia’ è destinata a durare fino a quando i costi dell’energia al km finalmente diventeranno chiari e, al tempo stesso, le infrastrutture cresceranno fino a diventare paragonabili, nei numeri, alle stazioni di servizio di benzina e gasolio”. In definitiva, la transizione energetica richiede tempo.

FOLLOW US

Per rimanere sempre aggiornato seguici sul canale Telegram ufficiale e Google News. Iscriviti alla nostra Newsletter per non perderti le ultime novità di Fleet Magazine.

Leggi anche
Consigliati per te
Latest From Our Instagram
@fleetmagazine_italia