Le auto elettriche in Italia hanno ancora troppi ostacoli davanti

La diffusione delle auto elettriche in Italia è bassa, per non dire quasi irrilevante: solo lo 0.1% dell’immatricolato. Si stima siano circa 6mila le vetture 100% elettriche che circolano sul suolo italiano.

Poca attenzione all’ecologia? In realtà l’Italia è uno dei leader europei nei sistemi di alimentazione a metano e a GPL, e anche le vendite dell’ibrido (elettrico-benzina o elettrico-diesel) non vanno così male.

Quindi perché l’elettrico non decolla? Ne abbiamo parlato, ai margini della presentazione della nuova Zoe, con Gabriella Favuzza, product manager veicoli elettrici all’interno della direzione marketing di Renault Italia.

AUTO ELETTRICHE IN ITALIA: IL PROBLEMA DELLA RETE DI RICARICA

“Oggi esistono solo 2.800 punti di ricarica in Italia, pochi e con una diffusione frammentata sul territorio nazionale”, spiega Favuzza. Anche con veicoli di ultima generazione dall’accresciuta autonomia, il timore è sempre quello di rimanere a piedi, di non potere affrontare viaggi lunghi in tranquillità: se accendo il condizionatore quanti chilometri mi restano? Rischio di rimanere in panne in autostrada?

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Ad accrescere i timori riguardo alle auto elettriche in Italia è la non sempre perfetta funzionalità di tutte le colonnine di ricarica sul territorio nazionale, che hanno gestori e modalità di ricarica diverse e non sempre compatibili con ogni tipo di auto elettrica in commercio. La soluzione più scelta è quella di ricaricare a casa (di notte tipicamente) o in azienda, laddove esista un parco auto elettrico con colonnine dedicate.

Una soluzione per certi versi molto funzionale e ragionevole, che permette nella maggior parte dei casi di fare fronte ai fabbisogni quotidiani di mobilità, ma che diventa un limite in caso di trasferte più importanti

Auto elettriche in Italia, il problema della ricarica

IL GAP DEL PREZZO

Perché spendere 10mila euro e passa in più per un veicolo elettrico rispetto a uno tradizionale o ibrido? Lo scoglio del prezzo rimane forse il più importante per la diffusione delle auto elettriche in Italia. “In molti paesi europei i governi hanno introdotto incentivi per eliminare questo gap”, ricorda Gabriella Favuzza.

Da noi ancora non si è scelta la strada degli incentivi statali e i costruttori, anche con politiche di prezzo aggressive, non possono limitare i costi più di tanto.

IL RUOLO DEL NOLEGGIO

Ad alimentare l’esiguo mercato dell’elettrico non sono i clienti privati, quanto le aziende e i noleggiatori. Come spiega la manager Renault: “Hanno motivazioni riconducibili ai vantaggi nei costi di manutenzione, inferiori a quelli dei veicoli tradizionali, così come nei costi di gestione perché la ricarica elettrica costa meno di un pieno di benzina o gasolio.

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I veicoli elettrici hanno vantaggi di mobilità come il libero accesso ai centri storici e alle aree a traffico limitato nonché in molte città i parcheggi gratuiti. Per le aziende questo si traduce in un risparmio anche di qualche migliaio di euro l’anno, rispetto ai veicoli tradizionali”.

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