E se il futuro fosse l’idrogeno? Hyundai investe 6,7 miliardi

Hyundai ha un piano green da 40 miliardi di euro. Di questi ben 6,7 miliardi di euro saranno investiti entro il 2030 nella tecnologia a idrogeno. In Europa, la prima tappa sarà in Svizzera.

Le Case auto stanno investendo miliardi nell’elettrico, ma c’è un’altra tecnologia emergente da tenere d’occhio: l’idrogeno. Una scelta che vede in prima linea, in particolare, i produttori giapponesi (ricordate la Toyota Mirai?).

Hyundai Nexo auto a idrogeno

IL PIANO GREEN DI HYUNDAI

Nella visione strategica di Hyundai, nei prossimi anni saranno protagoniste sia le auto elettriche sia a idrogeno, in modo complementare. Non è una speranza, ma un programma di investimenti da 40 miliardi di euro. Di questi ben 6,7 miliardi di euro saranno investiti entro il 2030 nella tecnologia a idrogeno. Basterà per arrivare alla democratizzazione delle auto fuel cell?

L’annuncio è stato dato all’IFA 2020 di Berlino (Acronimo di Internationale Funkausstellung Berlin, si tratta di una delle più vecchie fiere di tecnologia al mondo):

Vogliamo essere leader nella tecnologia fuel cell, per questo stiamo accelerando il nostro sviluppo per supportare la nascita di una società a idrogeno. Il nostro piano è quello di arrivare entro il 2030 a produrre annualmente 700.000 sistemi fuel cell
 Michael Cole, presidente e Ceo di Hyundai Europe


 

LE SFIDE DELL’IDROGENO

L’idrogeno è una tecnologia con molti vantaggi: ecologica, ma senza i problemi di ricarica e autonomia dell’elettrico. Necessita, però, di una rete distributiva del carburante, economie di scala, ed è ancora piuttosto costosa.  

Leggi anche: Auto a idrogeno, tutto quello che c’è da sapere sulle Fuel Cell

Ogni Paese ha le sue normative, le sue politiche, i suoi tempi. In Italia, solo nel 2018 la normativa sulle caratteristiche delle stazioni di rifornimento di idrogeno si è adeguata allo standard europeo.

Le prime tappe

Un percorso impegnativo, che va avanti anche nonostante il Covid. Hyundai sta lavorando sulla seconda generazione di motori a celle a combustibile, con un piano di sviluppo della rete che partirà a ottobre dalla Svizzera.

Grazie a un accordo con Alpiq (uno dei principali fornitori svizzeri di servizi energetici e produttori di elettricità) verrà realizzata una rete infrastrutturale per la distribuzione e lo stoccaggio di idrogeno. Hyundai fornirà 50 camion dedicati alle società locali di logistica. L’obiettivo è che entro il 2025 circolino sulle strade svizzere almeno 1.600 mezzi pesanti a celle a combustibile.

Il progetto della “rete a idrogeno” potrebbe estendersi presto anche ai Paesi dell’Unione Europea, Italia compresa. Un’operazione infrastrutturale simile è già stata implementata con successo in Corea. Che sia un modello esportabile? Solo incrementando l’utilizzo della nuove tecnologie – come insegna anche l’elettrico – i costi dei propulsori potranno abbassarsi.

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