15 Aprile 2020

Coronavirus: gli impatti sul mondo delle auto usate

Anche l’universo delle auto usate è stato colpito dal lockdown da Coronavirus: a marzo il calo è stato del 59,1%, più contenuto rispetto a quello del nuovo. Scopriamo perché e quali sono le prospettive insieme a Andrea Volontè, head of automotive di Subito. Di sicuro, la trattativa sarà sempre più digital.

L’emergenza Covid-19 ha avuto pesanti ripercussioni anche sul mercato delle auto usate: i dati di ACI testimoniano che a marzo 2020 il settore dell’auto di seconda mano si è contratto del 59,1% rispetto a marzo 2019.

I passaggi di proprietà sono stati 110.715, contro i 270.942 di marzo 2019. Una situazione che era negativa fin dai primi 10 giorni del mese, quando il calo era stato del 6,9%, e che poi si è acuita con le misure di contenimento della pandemia. Un calo, comunque, più contenuto rispetto a quello delle immatricolazioni del nuovo, che invece sono crollate.

auto usate coronavirus

AUTO USATE: CALO CONTENUTO RISPETTO AL NUOVO

Per ogni 100 auto nuove vendute a marzo, ACI ha registrato 215 passaggi di proprietà di auto usate. Questo rapporto è schizzato verso l’alto rispetto a gennaio, quando erano state vendute 175 auto usate ogni 100 nuove, e a febbraio (176 ogni 100).

Abbiamo chiesto un commento su questo impatto a Andrea Volontè, head of automotive di Subito. “Sul dato ha certamente influito la distribuzione delle immatricolazioni: il nuovo, solitamente, si concentra verso la coda del mese, mentre l’usato ha un andamento più regolare. I veri numeri li vedremo in aprile”.

COSA SUCCEDE ON-LINE?

I numeri di Subito, notissima piattaforma di compravendita, sono una testimonianza del trend in atto. “On-line nell’ultimo mese e mezzo il traffico tendenzialmente ha tenuto, ma è cambiata la modalità con cui viene interrogata la nostra piattaforma: gli utenti che sono interessati a comprare un’auto la cercano, ma successivamente aspettano la possibilità di poter entrare in contatto con gli operatori”, quando sarà finito il lockdown (ecco perchè stiamo facendo la cosa giusta).

“Il tempo delle ricerche sulla piattaforma si è allungato, e gli utenti sognano di più” spiega Volontè. Ovvero vanno alla ricerca di auto d’epoca o fuoriserie che “probabilmente non possono permettersi”. La ricerca dell’auto diventa, in altre parole, intrattenimento.

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COSA CAMBIERÀ DOPO IL LOCKDOWN?

Al termine del lockdown l’approccio nei confronti delle auto usate e, in generale, nei confronti della mobilità sarà diverso. Innanzitutto cambierà la modalità di interazione. “Le persone vorranno ottenere più informazioni sulle piattaforme digitali, e gli operatori si stanno già attrezzando per la gestione a distanza del rapporto venditore-cliente e della visualizzazione dell’oggetto. E’ molto difficile però smaterializzare la parte finale della trattativa”. Secondo Volontè, si arriverà a una fase “ibrida”, nella quale si farà di tutto per allungare in più possibile la fase di relazione da remoto e, quando quest’ultima non è più praticabile, fornire servizi fisici, evitando però qualunque assembramento di persone.

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Anche il noleggio delle auto usate potrà avere un nuovo impulso. Guardando l’esempio del mercato cinese, è probabile ipotizzare alla fine del lockdown “un aumento della mobilità individuale”. Allo stesso tempo, in una fase critica come quella che vivremo, i clienti punteranno su offerte alla portata delle loro tasche. “Ci aspettiamo un aumento della domanda dell’usato e del rinoleggio dell’usato” spiega Volontè.

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