Come costruire un’auto a zero (o quasi) impatto di CO2

Per produrre un'auto a basso, se non nullo, impatto di CO2 è necessario intervenire su più fattori, che non si limitano alla motirizzazione, ma vanno dall'uso delle materie prime ai sistemi di produzione, fino allo smaltimento finale.

Esisterà mai l’auto a zero impatto di CO2? Si potrebbe pensare che l’auto elettrica o a idrogeno lo siano già, ma non se consideriamo le emissioni welltowhell (letteralmente “dal pozzo alla ruota”), cioè tutte le fasi di produzione dell’auto e dell’energia necessaria per farla muovere.

La sostenibilità è sì un’auto che consumi poco, ma anche che riduca la sua “carbon footprint” per l’intero suo ciclo di vita: dalla progettazione, alle materie prime, alla produzione, alla logistica, ai chilometri percorsi, fino allo smaltimento e al riciclo. Ma quindi, come fare a “decarbonizzarsi”?

LA PRODUZIONE

Le emissioni possono essere ridotte negli stabilimenti di produzione, usando per il loro funzionamento energia da fonti rinnovabili (come l’idroelettrico). Arrivare a zero emissioni fabbricando l’auto è indubbiamente difficile, ma le emissioni inevitabili possono essere “compensate” da progetti a tutela del clima.

Energia eolica

Ad esempio, sapevate che la produzione del pacco batterie per l’auto elettrica genera circa il 40% delle emissioni complessive rilevate lungo l’intero ciclo di vita dell’auto? Per ridurle è necessario utilizzare energie rinnovabili per questo passaggio, ma anche prestare molta attenzione alla provenienza dei materiali rari che compongono le batterie (meglio se riciclati).

Approfondisci: Quanto inquina produrre le batterie per le auto elettriche?

LE MOTORIZZAZIONI

Al momento la trazione elettrica (o anche quella l’auto a idrogeno, meno diffusa) è la tecnologia migliore per abbattere le emissioni e ottenere una mobilità pulita, con effetti immediati sulla qualità dell’aria delle nostre città. Anche qui, però, dobbiamo considerare come è prodotta l’energia elettrica che ci permette di ricaricare il veicolo.

Se, ad esempio, come accade spesso in Cina, l’energia proviene da centrali a carbone (enormi fabbriche di CO2), l’impatto ambientale non sarà benefico. Semplicemente la C02 che non viene emessa su strada dagli EV viene emessa a monte, dove si produce l’energia elettrica. Se invece l’energia proviene da fonti rinnovabili il risultato è assicurato.

IL RICICLO

Infine, il riciclo, necessario per creare un circolo virtuoso. In questo processo sono coinvolti moltissimi attori: dal riciclo delle batterie, al recupero dell’olio usato, a quello degli pneumatici, per non parlare di tutti i componenti dell’auto. L’Unione europea ha stabilito, dal primo gennaio 2015, l’obbligo di riciclare il 95% del peso totale di una vettura: l’85%come riciclo e riuso e il 10% come recupero energetico.  In Italia non siamo messi male: secondo i dati Eurostat, ogni anno nel nostro Pese si riciclano 900.000 auto e, come ha calcolato l’Unire (Unione imprese del recupero di Confindustria), già nel 2014 le componenti riciclate erano intorno all’82,5%.

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