Automobilisti e ciclisti: un’amicizia possibile? Al via il Giro d’Italia

La convivenza fra i diversi utenti dela strada non è sempre facile, come testimonia uno studio fatto da Sara Assicurazioni alla vigilia del al 102° Giro d'Italia. Ma il rispetto reciproco e la prevenzione degli incidenti sono l'unica via.

Automobilisti e ciclisti: un’amicizia possibile? Con l’hashtag #rispettiamoci, ACI e SARA Assicurazioni lanciano al 102° Giro d’Italia la  campagna di sensibilizzazione verso gli utenti della strada vulnerabili, pedoni e ciclisti.

L’aumento di chi si muove in bici sulle strade e la spinta verso una mobilità più integrata tra i diversi mezzi hanno generato un aumento della incidentalità tra auto e bici, come sottolinea la compagnia assicuratrice ufficiale dell’Automobile Club d’Italia e top sponsor della Corsa rosa.

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ACI E SARA ASSICURAZIONI AL GIRO

“La mobilità attraversa oggi una fase di profondi cambiamenti e crediamo sia il momento di promuovere un concetto di copertura assicurativa che dal veicolo si focalizzi sulla persona, tenendo conto anche delle nuove forme di mobilità condivisa”
Alberto Tosti, Direttore Generale di Sara Assicurazioni

In tutte le tappe del Giro, l’Automobile Club d’Italia e gli istruttori del Centro di Guida Sicura ACI-Sara di Vallelunga illustreranno un decalogo con consigli ed indicazioni per automobilisti e ciclisti chiamati a condividere la strada in sicurezza. Sara Assicurazioni presenterà Bici2Go, il programma assicurativo per la sicurezza di chi va in bici. Dichiara Angelo Sticchi Damiani, Presidente ACI: “Per ACI e Sara la decisione di partecipare insieme a questo storico evento nasce dalla responsabilità quotidiana di entrambi verso una mobilità sempre più sicura e sempre più attenta alle esigenze degli utenti deboli, come ciclisti e pedoni”.

LO STUDIO DI SARA ASSICURAZIONI

In occasione del Giro, Sara Assicurazioni ha realizzato un osservatorio dedicato al rapporto degli italiani con la bicicletta.

Secondo la ricerca della Sara Assicurazioni, agli italiani piace la bici perché è un mezzo economico (73% degli intervistati) ed ecologico (43% del campione), in grado di offrire la possibilità di spostarsi, e percorrere brevi o lunghe distanze, senza incidere sull’ambiente. A seguire troviamo i benefici sulla salute (22%), l’agilità e la comodità negli spostamenti (19%), il risparmio sulla palestra (15%) e sulla manutenzione, rispetto ad auto e moto (10%).

Quali sono i difetti peggiori dei ciclisti secondo gli italiani?

  1.  Al primo posto, per il 57% degli intervistati, non rispettare le norme della strada: andare contromano (anche se potrebbe diventare un comportamento legalizzato), procedere a zig-zag nel traffico distrarsi al cellulare
  2. Il 27% segnala l’abitudine di non usare fari e adeguati dispositivi di segnalazione e protezione
  3. L’11% lamenta l’uso di una bicicletta in cattive condizioni, specie con freni usurati o faretti non funzionanti
  4. Infine, il 5% del campione degli intervistati reputa estremamente pericoloso anche il trasporto di carichi eccessivi sulle biciclette
    in bici anche contromano 

Di cosa hanno paura i ciclisti?

Il tema della sicurezza è  quello più sentito dai ciclisti. E hanno ragione: solo nel 2017 in Italia si sono verificati 17.521 incidenti stradali con il coinvolgimento di ciclisti, di cui 254 mortali, avvenuti prevalentemente su strade urbane (fonte Aci/Istat).

  1. Al primo posto, ben il 60% dei ciclisti intervistati ha paura delle automobili
  2. Il 12% teme i pedoni imprevedibili e distratti
  3. L’11% teme gli animali che sbucano all’improvviso
  4. Il 10% teme le motociclette
  5. Il 7% teme le altre bici

L’incolumità personale rappresenta la principale preoccupazione per oltre un intervistato su tre (37%). Una preoccupazione che supera quella verso i furti (36%) e gli atti vandalici nei confronti della bicicletta (14%).

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