12 Ottobre 2018

Barometro Arval 2018: ottimismo, outsourcing e telematica [VIDEO]

Il Corporate Vehicle Observatory (CVO) di Arval ha presentato ai media i risultati del Barometro Arval 2018, la sua survey annuale. Lo ha fatto con la new entry Sonia Angelelli che, nel ruolo di head of Consulting & CVO, riporta al Business Engineering & Organization director Emmanuel Lufray.

Sonia Angelelli

La survey della società di noleggio Lungo Termine del Gruppo Bnp Paribas è stata realizzata da CSA Research in 12 Paesi dove Arval è presente in Europa, attraverso 3.718 interviste, di cui 300 in Italia, a Fleet manager di società divise in quattro cluster  (meno di 10 dipendenti, da 11 a 99, da 100 a 999 e oltre) con flotte di tre grandezze, da 1 a 9 veicoli, da 10 a 49 e da 50 in su.

DAL BAROMETRO ARVAL 2018 TANTO OTTIMISMO

Dalla 13ma edizione del Barometro è uscito tanto ottimismo per le flotte del futuro, nonostante l’incognita diesel e l’entrata in scena del WLTP. Un mondo in crescita e ottimista.

Il Barometro Arval 2018 tratta di un segmento, quello dell’Nlt, in crescita del 13%, “grazie anche alla spinta sui privati” precisa Lufray, e che è arrivato a rappresentare il 15% del mercato.

I Fleet Manager intervistati si dicono ottimisti (più ottimisti di un punto percentuale rispetto al 2017), con il 18% degli interpellati in Italia che pensano che le flotte cresceranno, contro solo il 5% che pensa che diminuiranno.

Approfondisci: scarica il Barometro Arval 2018

Stesso delta in Europa, con, rispettivamente, il 19% e il 6%. Secondo il 29% degli intervistati il ruolo del Fleet Manager in azienda si trasformerà in Mobility Manager e questa funzione sarà sempre più presente all’interno delle imprese con una persona (49% delle aziende intervistate), due persone (27%) o tre e più (al 22%).

BAROMETRO ARVAL 2018: OUTSOURCING E TELEMATICA

Il numero di imprese che fa uso dell’outsourcing dei servizi cresce di un punto rispetto al 2017.  La telematica rappresenta un aiuto importante per la gestione delle grandi flotte. Il 26% delle imprese molto grandi dichiara infatti di aver dotato la flotta di questo servizio.

Le imprese grandi, medie e piccole stanno invece iniziando ora ad avvicinarvisi. Nonostante l’Italia sia il primo mercato mondiale della telematica oggi c’è una penetrazione solo del 13% contro il 19% del resto d’Europa.

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Noi dal primo gennaio 2016 montiamo su tutte le nostre auto una nostra black-box” commenta Lufray. L’interesse della scatola nera viene spinto dalle necessità di geolocalizzare il veicolo (per il 57% degli interpellati, era il 42% lo scorso anno), di aumentare la sicurezza dei driver (56%, contro il 45% nel 2017) e di ottimizzare i viaggi (per il 50% contro il 32% dello scorso anno).

Nel fronte dei no all’adozione dello strumento, ci sono sempre la questione della privacy, anche se in forte calo dal 50% al 32%.

IMPATTO DEL WLTP

Oggi, il consumo di carburante e le emissioni di CO2 sono determinati con un nuovo e più realistico test di prova: il test WLTP, Worldwide Harmonized Light Vehicle Test Procedure.

Emmanuel Lufray

Questa novità avrà un impatto sulla politica di gestione della flotta aziendale? Secondo il Barometro ci sarà un impatto per il 37% degli italiani interpellati e per il 44% in Europa, una percentuale maggiore spiegata anche dal fatto che in Paesi come Francia, Regno Unito e Germania si pagano le tasse sulle emissioni di CO2 e i limiti di inquinamento sono più presenti nelle car policy.

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Ecco spiegato anche il perché vengono sempre di più considerate le alimentazioni alternative (dal 45 e dal 44% rispettivamente), “anche se noi non penalizziamo il diesel, ma siamo pronti a trovare altre soluzioni per le aziende. Che, magari, non puntano solo all’efficienza della flotta ma anche a un loro utilizzo a fini di comunicazione e marketing” sottolinea Lufray.

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