Barometro Arval 2019: le flotte puntano su sostenibilità, sicurezza e sharing

Il Barometro Arval 2019 conferma che le flotte guardano al futuro: green, sicurezza (attraverso la telematica) e sharing sono le direttrici fondamentali. Ecco i risultati dello studio dell’Arval Mobility Observatory.

Il futuro della mobilità può essere sintetizzato attraverso “l’acronimo delle 3 S”: Sostenibilità, Sicurezza e Sharing. È quanto emerge dal Barometro Arval 2019, la consueta indagine annuale dell’Arval Mobility Observatory (in passato Corporate Vehicle Observatory Arval), che da un quindicennio monitora le tendenze delle flotte aziendali.

Lo studio ha coinvolto 13 Paesi europei, attraverso 3930 interviste ai Fleet Manager (delle quali 300 effettuate in Italia) su un campione di aziende di diverse dimensioni e testimonia lo sviluppo di nuovi trend, che già negli ultimi anni stavano nascendo. “La mobilità cambia, perché le imprese pongono sempre più l’attenzione all’ottimizzazione delle risorse e dei costi, oltre che al rispetto dell’ambiente” ha dichiarato Sonia Angelelli, head of Arval Mobility Observatory & Consulting, presentando i risultati.

Siamo in un momento particolarmente delicato per il mondo delle flotte aziendali, considerate anche le ultime notizie sulla tassazione, ma il settore si conferma un vero e proprio traino del mercato, come dimostrano anche i risultati ottenuti da Arval in Italia nel 2019. “Siamo cresciuti dell’11% in termini di immatricolazioni e il nostro parco veicoli gestito a fine anno raggiungerà i 220mila veicoli, con una crescita del 10% rispetto al 2018” ha spiegato Emmanuel Lufray, direttore Business Engineering & Organization di Arval Italia.

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BAROMETRO ARVAL 2019: LA FLOTTA

Il campione italiano del Barometro Arval 2019, rispetto agli anni scorsi, è caratterizzato da un maggiore numero di piccole e medie imprese: difatti quasi 4 aziende su 5 interpellate (il 76% del totale) hanno meno di 10 veicoli in flotta, una percentuale inferiore di ben 18 punti rispetto alla media europea e dovuta alle caratteristiche del tessuto industriale del nostro Paese.

Crescita Flotta Aziendale Barometro Arval 2019
Fonte: Arval Mobility Observatory

Il primo aspetto da sottolineare è l’ottimismo espresso dai Fleet Manager sul potenziale di crescita delle loro flotte aziendali nei prossimi tre anni, nonostante il contesto economico attuale. Allo stesso tempo, però, rispetto alla passata edizione aumenta il tempo medio di utilizzo dei veicoli in flotta: in Italia, le aziende hanno dichiarato che il rinnovo avviene ogni 7,6 anni (6,6 nel 2018).

FOCUS SUL GREEN

Il tema della sostenibilità è centrale per molte aziende: infatti il 49% dei Fleet Manager italiani (vs il 50% in Europa) ha rivelato di mettere in atto azioni per ridurre le emissioni. Il nostro Paese, in tema di green, è dunque in linea con il resto del Continente. Per ottenere un minore impatto ambientale, il 33% delle aziende punta su auto elettriche e ibride, ma allo stesso tempo il diesel si conferma ancora una volta una componente fondamentale in termini di TCO.

Trend Diesel Barometro Arval 2019
Fonte: Arval Mobility Observatory

Alla domanda “Se le auto diesel avessero gli stessi livelli inquinanti delle auto benzina, in termini di NOx e particelle fini, come si comporterebbe la vostra azienda nei prossimi anni?”, il 56% degli intervistati italiani ha infatti dichiarato di voler mantenere la stessa percentuale di motori diesel all’interno del parco auto.

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TELEMATICA E SICUREZZA

La sicurezza è una vera e propria priorità per i Fleet Manager e il Barometro Arval 2019 testimonia che il binomio con la telematica è ormai imprescindibile: il 15% delle aziende italiane (percentuale che diventa il 31% in caso di aziende con oltre 1.000 dipendenti) ha dichiarato di utilizzare dispositivi telematici sulle auto (dato generale in crescita di due punti rispetto al 2018).

Trend telematica Barometro Arval 2019
Fonte: Arval Mobility Observatory

Tra i freni principali che ostacolano ancora lo sviluppo della telematica nel nostro Paese, c’è ancora il rispetto della privacy, anche se il problema è molto meno sentito rispetto al passato (è stato indicato dal 26% degli intervistati, contro il 32% dello scorso anno). Anche la diffidenza degli utenti (19%) è in calo. Ciò significa che la telematica viene vista sempre più come un’alleata. Non a caso Arval entro il 2020 prevede di connettere il 100% della sua flotta.

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LA FRONTIERA DELLO SHARING

Il terzo focus evidenziato dal Barometro Arval 2019 è l’importanza della sharing mobility e, in generale, delle soluzioni di mobilità alternativa. “Le vetture restano ferme più del 90% del tempo, le normative vincolano sempre di più gli accessi nei centri urbani, la connettività delle auto sta crescendo a ritmo incessante: questi sono solo alcuni dei fattori che stanno rivoluzionando l’offerta e i bisogni di mobilità, una mobilità sempre più percepita come servizio Maas (Mobility as a Service)” ha spiegato Sonia Angelelli.

Le forme di mobilità alternativa scelte dalle aziende intervistate, non a caso, hanno visto, rispetto al 2018, una crescita di 10 punti percentuali in Europa, mentre in Italia siamo ancora agli inizi (le utilizza, o comunque le considera, il 23% delle aziende). L’interesse, comunque, è elevato, come testimoniano i risultati di un altro studio condotto da Arval sui dipendenti delle aziende italiane (3.000 interviste): l’82%, infatti, si dichiara interessato a progetti di mobilità alternativa, anche se poi in fin dei conti il tradizionale utilizzo dell’auto rimane al centro di tutto (il 74% del panel usa la vettura più volte a settimana). Come dire, la strada è tracciata, ma per percorrerla serve tempo.

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