I numeri di mytaxi: in Italia 300mila download e 1.600 tassisti

Oltre 300mila download in un anno e mezzo e 1600 tassisti iscritti al progetto: è il primo bilancio italiano di mytaxi, la piattaforma digitale per la prenotazione dei taxi via app. Numeri lusinghieri, che testimoniano come il nostro Paese sia già maturo per accogliere nuove formule di mobilità, alternative a quelle tradizionali.

UN SUCCESSO GLOBALE

Nonostante ciò, guardando i numeri a livello globale, lo spazio di crescita è ancora molto ampio: il bilancio mytaxi 2016, infatti, dice che addirittura ogni secondo parte una nuova corsa in una delle 54 città europee in cui è presente il servizio, dopo la fusione con Hailo, annunciata lo scorso luglio.

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I NUMERI ITALIANI

Tornando all’Italia, come detto, mytaxi è stata scaricata da più di 300.000 persone, che hanno percorso 2.500.000 Km a Milano e Roma, le due città in cui è presente il servizio. Sul totale delle corse, l’85% sono state pagate tramite app, mentre il restante 15% è stato pagato in contanti, opzione comunque garantita dalla piattaforma.
La risposta dei tassisti è stata ottima, soprattutto a Roma: se a Milano sono oltre 650 i professionisti che hanno aderito al servizio, nella Capitale sono addirittura un migliaio.

UN NUOVO SERVIZIO

bilancio mytaxi 2016 Barbara Covili

L’ultima novità lanciata nel nostro Paese riguarda i bimbi: a bordo di 150 mytaxi, tra Roma e Milano, è possibile trovare anche un seggiolino Chicco per i passeggeri più piccoli (tra i 15 e i 36 kg). Per richiederlo, basterà specificarlo nei dettagli d’ordine con l’opzione “messaggio al tassista”. Commenta Barbara Covili, general manager di mytaxi Italia:

Si introduce così un’altra importante innovazione che permette di tutelare la sicurezza dei più piccoli a bordo dei nostri taxi, e che risponde ad una esigenza fortemente sentita dai passeggeri.

Per quanto riguarda il bilancio mytaxi 2016, la manager si sofferma sul successo ottenuto nella Capitale. “I risultati raggiunti a Roma nel giro di pochi mesi confermano ulteriormente che siamo sulla strada giusta e che il settore taxi ha voglia e bisogno di cambiamento” conclude Barbara Covili.

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