Sicily by Car (Rac) continua a crescere grazie al low cost

Il presidente di Sicily by Car, Tommaso Dragotto, traccia il bilancio del noleggio nel 2014 e spiega come resistere alla crisi. La ricetta che in passato ha dato tante soddisfazioni non è cambiata: coniugare il low-cost con un servizio di qualità. Restando fedele a questa formula, Sicily by Car si appresta a chiudere il 2014 con un fatturato in crescita di circa il 7% rispetto all’anno scorso. Una percentuale ben lontana dal + 22% registrato 12 mesi fa, ma comunque con un segno positivo.

I NUMERI – “Siamo soddisfatti. In un momento di crisi come quello che stiamo vivendo bisogna sempre essere ottimisti” afferma il presidente Tommaso Dragotto. La flotta è salita dalle 14.000 unità del 2013 alle 18.000 dell’anno in corso. “Per il 2015 rimarremo su questi numeri, attestandoci tra le 17.000 e le 18.000 unità” puntualizza il numero uno della società siciliana. Dal punto di vista dell’organizzazione, invece Dragotto annuncia che “a partire dal 2015 chiuderemo la partnership con Thrifty Dollar (società di noleggio estera, ndr.). Il motivo? Scelte commerciali”. In Italia il tallone d’Achille è rappresentato dai pagamenti. “Ci sono grandi aziende che addirittura saldano i propri conti troppo tardi, a 180 giorni, noi invece accettiamo solo pagamenti entro 60 giorni. Anche per questo abbiamo deciso di lavorare molto all’estero” continua il presidente di Sicily by Car.

L’OFFENSIVA – Andare all’attacco del mercato con strategie messe in atto in modo da conquistare sempre più clienti. “Proponiamo un’offerta molto allettante – spiega il presidente di Sicily by Car -: una tariffa mensile di 269 euro (+Iva) per la Fiat Panda, incluso bollo, assicurazione, manutenzione e catene da neve, senza gli obblighi del noleggio a lungo termine, con la possibilità quindi di cambiare auto ogni mese. Ma si possono anche scegliere altre auto. Naturalmente, salendo di segmento, varia pure il prezzo”.  La promozione, già fruibile, sarà valida fino alla primavera del 2015. Altra novità in rampa di lancio è l’eliminazione dei contratti standardizzati. “Partiremo da un foglio bianco, aggiungendo o eliminando clausole in base alle esigenze aziendali” sottolinea Dragotto.

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