Biometano, primi rifornimenti di auto

Primi rifornimenti di biometano per auto alla stazione di Rapolano, realizzata da Snam. L'impianto si trova all'altezza del raccordo Siena-Bettolle. L'Italia è il primo Paese europeo per diffusione di auto a gas naturale.

Sarà il gas a traghettare l’Italia verso un’economia low carbon, grazie alla sua capacità di conciliare sostenibilità ambientale, competitività economica e sicurezza? Di sicuro il metano è ideale per la transizione energetica. Ancora di più il biometano, ottenuto sia da biomasse agricole e agroindustriali sia dalla frazione organica dei rifiuti urbani (forsu).

Sebatoio metano Seat Arona 2019

Di recente, alla stazione di rifornimento realizzata da Snam (una delle principali utility del gas in Europa) a Rapolano, in provincia di Siena, sono stati effettuati i primi rifornimenti di auto e camion in Italia con biometano. La stazione, all’altezza del raccordo Siena-Bettolle, è al momento l’unica, lungo lo stivale, in grado di rifornire i veicoli al 100% con il biogas.

STAZIONE DI RIFORNIMENTO DI BIOMETANO PER AUTO

“L’evento di Siena è stato dimostrativo e ci ha permesso di dare la giusta visibilità ai vantaggi del biometano, che permetterà di far circolare auto e camion abbattendo quasi completamente le emissioni di CO2”, afferma Andrea Ricci, vicepresidente di Snam4mobility.

L’erogazione alla stazione di Rapolano non è continuativa, ma si ripete in alcune settimane dell’anno: le “biometano week”. Sono attualmente in fase di definizione accordi con alcuni produttori di biogas locali che permetteranno un’erogazione continua.

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I VANTAGGI DEL BIOMETANO

“Il biometano può essere usato per la produzione di energia elettrica, il riscaldamento o l’autotrazione. Quest’ultima è la sua applicazione ideale, data la scarsità di risorse energetiche rinnovabili applicabili per i trasporti”, sottolinea Ricci.

Produzione di biometano per auto

Il biometano può essere ricavato anche da scarti dell’industria agricola e agroalimentare ed è l’unica fonte energetica ad avere un saldo di emissioni potenzialmente negativo, poiché il suo processo di produzione consente di recuperare anche l’anidride carbonica derivante dallo smaltimento dei rifiuti e di utilizzarla per altre produzioni.

Essendo chimicamente indistinguibile dal gas naturale, il biometano può essere immesso direttamente nelle infrastrutture esistenti, senza alcun aggravio di costi o la necessità di effettuare investimenti di adeguamento.

AUTO A METANO IN ITALIA, IL PARCO CIRCOLANTE

Non va dimenticato come in Europa l’Italia abbia una posizione di leadership nel settore delle auto a metano, con circa 1 milione di veicoli in circolazione e una rete di 1.300 distributori in fase di continua espansione.

Nuova Audi A4 Avant g-tron 2019 a metano

“Proprio in quanto energia rinnovabile, il 2 marzo 2018 è stato emanato un decreto ministeriale che incentiva l’utilizzo del biometano come fonte energetica per i trasporti. Ciò permette ai veicoli di circolare con un livello di emissioni di CO2 praticamente azzerato. Tenendo in considerazione tutto il ciclo di vita dell’auto, infatti, un’auto alimentata tramite biometano produce meno CO2 di un EV alimentato con energia 100% rinnovabile”, sottolinea Ricci.

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PERCHÉ IL METANO NON DECOLLA

Il metano stenta a decollare. Anzi, è in costante calo, secondo i dati di mercato. “I motivi principali percepiti dai consumatori sono la rete di rifornimento limitata e i costi della revisione quadriennale dei serbatoi. La rete di rifornimento continua a crescere molto rapidamente, siamo arrivati a più di 1300 stazioni di rifornimento che aumentano di 60-70 all’anno. Entro i prossimi due anni prevediamo che si arrivino a sfiorare le 1500 stazioni. Solo noi come Snam ne abbiamo in fase di sviluppo più di 60 con l’obiettivo di farne 300”, analizza Ricci.

Nuova Seat Arona a metano test drive

Per quanto riguarda la revisione delle bombole, “stiamo lavorando insieme a tutti gli attori del settore per semplificare la normativa minimizzando i costi per gli utenti finali. Presto ci saranno novità. Inoltre, per avere più modelli occorre che le case automobilistiche possano vedere computati nelle misurazioni delle emissioni dei veicoli anche i contributi dei biocarburanti”, spiega il vicepresidente di Snam4mobility. I propositi sono buoni, ma la strada è lunga.

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