Black box e privacy: i Fleet Manager promuovono il dibattito

Il binomio “black box flotte aziendali” è sempre più stretto. Gli aspetti controversi non mancano, privacy in primis, ma i Fleet Manager hanno ormai assunto la consapevolezza che la scatola nera all’interno delle vetture del proprio parco costituisce un valore aggiunto, in termini di monitoraggio e risparmio. Se ne è parlato ieri pomeriggio, nel corso di un workshop intitolato “I misteri della black box“, andato in scena nella sede milanese di Fastweb e organizzato dal “Gruppo Fleet”, un gruppo di Fleet Manager, amici tra di loro, oltre che colleghi, di aziende che operano nella zona del capoluogo lombardo.

PER SAPERNE DI PIÙ

 

CONFRONTO FORNITORI – FLEET MANAGER

Il dibattito su uno dei temi più caldi del momento, la telematica applicata alle flotte, ha visto protagoniste tre aziende (Targa Telematics, Texa e Viasat) e una quarantina di responsabili di parchi auto. A fine giornata, è positivo il bilancio stilato dagli organizzatori.

VIDEO: IL WORKSHOP SUI MISTERI DELLA BLACK-BOX

IL BINOMIO “BLACK BOX FLOTTE AZIENDALI”

Siamo di fronte a un vero e proprio boom della black box nelle flotte. Un fenomeno impossibile da ignorare, come sottolineato anche dalla survey Flotte aziendali 2016. “Quello che ci ha spinto a organizzare un evento come questo – sottolinea a nome degli organizzatori Tiziano Fasolini – è la ricerca di condivisione e di discussione su tematiche che ormai sono all’ordine del giorno”. Non a caso molte società di noleggio, oggi, scelgono di dotare i loro veicoli di nuova consegna con le scatole nere, che consentono di tenere sotto controllo spostamenti, consumi e manutenzione delle vetture. “Si tratta di una tematica sensibile, molto delicata, che va analizzata in maniera seria. Ci rendiamo conto del fatto che la telematica, da una parte, ci può essere d’aiuto per vari aspetti, ma dall’altra parte vogliamo rispettare la privacy dei nostri driver“.

LA PRIVACY

Proprio la privacy, infatti, è un tema di fondamentale importanza quando si parla di telematica.  Di certo, la presenza delle black box “attive” a bordo dei veicoli comporta adempimenti ben precisi da parte dell’azienda che la adotta, che diventa a tutti gli effetti titolare dei dati trasmessi: si va dagli accordi con le rappresentanze sindacali (Rsa/Rsu), alla necessaria notifica al Garante. Qualora le scatole nere siano “silenti”, gli adempimenti vengono invece curati dal noleggiatore che le installa, ma informare i dipendenti/driver della loro presenza è comunque doveroso. Indicazioni, queste, che in futuro risulteranno essere sempre più utili ai responsabili dei parchi auto, che quotidianamente avranno sempre più a che fare con i dispositivi telematici di bordo.

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