30 Gennaio 2020

Bollo auto: cambiano le regole per il noleggio a lungo termine, Aniasa chiede una proroga

(Aggiornamento del 30 gennaio) - Nel 2020 sono previste tante novità che riguardano il bollo auto: la principale coinvolge il noleggio a lungo termine, perché da quest'anno la tassa deve essere versata dall'utilizzatore alla sua Regione di residenza. "Una norma che produrrà minori introiti per l’Erario, con il rischio concreto di una forte crescita dell’evasione" denuncia Aniasa, che chiede la proroga del provvedimento.

Bollo auto e noleggio a lungo termine, si cambia. In peggio, purtroppo. Nel 2020 appena cominciato sono parecchie le novità che riguardano la principale tassa automobilistica. E la prima riguarda proprio le vetture in Nlt.

bollo auto cosa cambia nel 2020

Premettendo che uno dei vantaggi del noleggio a lungo termine riconosciuti all’unanimità è proprio il bollo auto incluso del canone, con il pagamento a carico della società di renting, dal primo gennaio scorso il quadro è cambiato: l’ultimo Decreto Fiscale ha spostato l’obbligo in capo al cliente utilizzatore, azienda o privato, stabilendo che la tassa deve essere versata alla sua Regione di residenza. Un appesantimento amministrativo e gestionale non da poco.

“Una norma che aumenta la burocrazia e i costi per chi usa l’auto aziendale (aziende, privati e PA), che produrrà minori introiti per l’Erario, con il rischio concreto di una forte crescita dell’evasione della tassa automobilistica e di un boom di contenziosi connessi al mancato o non corretto pagamento del bollo”: la denuncia arriva da Aniasa, che chiede al Governo di intervenire, posticipando l’entrata in vigore della norma fino a quando non saranno operative procedure che consentano di adempiere all’obbligo.

Approfondisci: scopri come funziona la principale tassa automobilistica

BOLLO AUTO E NOLEGGIO A LUNGO TERMINE: COSA CAMBIA NEL 2020

Da sempre, come sappiamo, il bollo sulle auto a noleggio viene corrisposto dall’impresa di renting alla Regione nella quale si trova la sua sede. Da quest’anno, invece, un emendamento approvato con il Decreto Fiscale (senza dibattito in Parlamento né confronto con la filiera), per i contratti di durata superiore a 12 mesi sposta l’adempimento. Il bollo auto, infatti, d’ora in poi dovrà essere pagato alla Regione di residenza del cliente.

Un provvedimento che coinvolge oltre un milione di veicoli noleggiati a quasi 150mila clienti (85.000 aziende, 3.200 PA e 60.000 privati) residenti in 20 Regioni, ognuna delle quali con specifica regolamentazione in merito. Una complicazione che coinvolge le stesse società di noleggio e le aziende clienti, comprese le numerosissime amministrazioni pubbliche, che utilizzano, attraverso le Convenzioni Consip, i servizi del Nlt.

In queste settimane, Aniasa sta rappresentando in ogni sede istituzionale l’assurdità della norma. 

bollo auto noleggio lungo termine

LA DENUNCIA DI ANIASA

Ieri l’associazione ha inviato una lettera ai Ministeri dei Trasporti e dell’Economia per denunciare la situazione che si sta andando a creare. Aniasa evidenzia infatti che oggi risulta impossibile effettuare in via informatica i pagamenti e che occorre “seguire una procedura totalmente avversa alla digital economy: ovvero, recarsi fisicamente presso gli uffici preposti, presentando carta di circolazione e copia del contratto per ogni singola targa”.

La norma, strutturata in questo modo, rischia di avere parecchi effetti negativi. Secondo Aniasa:

  • farà nascere un forte contenzioso tributario a livello locale e nazionale (oggi inesistente), dovuto al mancato o al non corretto pagamento del bollo auto;
  • crea problemi di gestione e di bilancio per 3.200 Pubbliche Amministrazioni che utilizzano il noleggio lungo termine;
  • annulla il  ruolo di correttezza fiscale del settore del noleggio per puntualità e completezza nei pagamenti, con un prevedibile sensibile incremento dei ritardi, dell’evasione e dei costi per il recupero delle somme non pagate;
  • genera minor gettito di IVA in considerazione del fatto, che con la precedente normativa, il pagamento del bollo era conteggiato nella formulazione del canone di noleggio;
  • grava le società di noleggio di nuovi oneri operativi;
  • complica le attività inerenti il pagamento del superbollo.

Aniasa bollo auto

“Chiediamo al Governo di correggere repentinamente il tiro per gestire questa transizione nel pagamento della tassa automobilistica e scongiurare il black-out tra amministrazioni locali, garantendo maggiore chiarezza sulle procedure da seguire. Intanto, riteniamo necessario posticipare l’applicazione della disposizione. Siamo a disposizione dei Ministeri, dell’ACI e della Conferenza Stato-Regioni per risolvere un problema che riguarda una realtà sempre più significativa e in costante sviluppo nell’ambito della mobilità nazionale” spiega Massimiliano Archiapatti, presidente di Aniasa.

LE ALTRE NOVITÀ DEL BOLLO AUTO

LA MODALITÀ DI PAGAMENTO

L’altra novità per il bollo auto nel 2020, come abbiamo anticipato nelle scorse settimane, riguarda la modalità di pagamento, che dal primo gennaio scorso prevede l’obbligo di utilizzare il circuito pubblico PagoPA. Un cambiamento finalizzato ad evitare l’evasione, dato che in questa maniera tutto viene tracciato e i soldi finiscono direttamente nelle casse della Regione destinataria, indipendentemente dal luogo in cui la tassa viene versata.

Dal punto di vista del cliente, non è un grande cambiamento, perché tutti i tradizionali canali per il pagamento del bollo, dagli uffici ACI alle Poste, fino ad arrivare ai punti Sisal e Lottomatica sono ormai convenzionati con PagoPA.

Solo in Lombardia, invece, il 2020 ha portato un’altra novità degna di nota: il 15% di sconto (fino all’anno scorso era il 10%) per chi paga tramite un addebito diretto automatico sul proprio conto corrente.

come-pagare-bollo-auto

AUTO IBRIDE

Per il momento, la norma sul bollo auto prevede le stesse condizioni agevolate per le tutte le auto ibride. Siano esse Plug-in Hybrid, Full Hybrid o Mild Hybrid.

La questione è degna di nota, perché, a livello ambientale, le emissioni di un’auto Plug-in sono molto inferiori a quelle di un’ibrida “leggera”. In altre parole, adesso la tassa non considera questa differenza, raccogliendo le auto ibride sotto un unico grande cappello.

Ma la Motorizzazione e i Ministeri competenti stanno analizzando questo aspetto, per cui non sono escluse novità, con una futura considerazione diversa delle tre categorie di ibrido. Un provvedimento che, in qualche misura, potrebbe influenzare i costi e, quindi, le scelte degli automobilisti e delle flotte aziendali.

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