19 Febbraio 2018

Che cosa potrà cambiare nel calcolo del premio assicurativo

Il “premio” rappresenta la voce basilare nell’economia di una assicurazione auto.

Questo termine viene utilizzato per indicare quanto viene versato da un automobilista alla compagnia a copertura delle garanzie obbligatorie prestate, quelle che coprono la responsabilità civile (RC) dell’assicurato, ossia gli eventi che si verificano mentre è impegnato al volante.

immagine generica di incidente stradale

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CHE COSA SI GUARDA PER IL CALCOLO DEL PREMIO

Ad oggi, per calcolare l’importo del premio ci si appoggia ad alcune variabili. Da un lato sono legate alle caratteristiche del veicolo: anzianità, potenza, tipo di alimentazione (quella a gasolio è legata a percorrenze chilometriche più elevate, laddove quindi si possono verificare un numero maggiore di sinistri), provincia in cui è avvenuta l’immatricolazione.

Dall’altro lato entrano in gioco invece alcuni fattori legati al contraente. A partire dalla classe di merito in cui lo stesso può essere inserito (sono 18 in tutto, eguali per tutte le compagnie, e riguardano il coefficiente di rischio calcolato a partire dai sinistri in cui il cliente è stato coinvolto).

Vengono poi considerati l’età del driver, da quanti anni è stato dichiarato idoneo alla guida (da quanto ha la patente), la destinazione del mezzo (utilizzo privato/professionale) e anche, talvolta, la media dei chilometri percorsi.

Usage-Based Insurance flotte aziendali

OCCHI PUNTATI SULLA TECNOLOGIA DEL VEICOLO

Nel quadro appena tratteggiato trovano spazio le dotazioni di sicurezza. Sistemi come l’ABS (sistema frenante anti bloccaggio ruote) o dispositivi come l’airbag consentono infatti di abbassare la spesa assicurativa.

Occorre tuttavia considerare che gli autoveicoli di oggi, in attesa dell’avvento definitivo della guida autonoma, sono sempre più un concentrato di tecnologie “salva-vita”.

Per indicare il pacchetto di sistemi di sicurezza attiva che “affiancano” durante la guida il conducente si utilizza l’acronimo inglese ADAS (Advanced Driver Assistance Systems). Ed è proprio intorno a loro che potrebbe giocarsi la prossima sfida legata al settore assicurativo.

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LA SPERIMENTAZIONE ANNUNCIATA DA GENERALI 

Se i test in pista, sull’efficacia in chiave “preventiva” di questi dispositivi elettronici, per conto di Generali annunciati da Quattroruote dovessero fornire gli esiti previsti, un giorno non troppo lontano la presenza a bordo degli ADAS potrebbe risultare determinante ai fini del calcolo dell’ammontare del “premio”.

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Le sperimentazioni dovrebbe essere avviate entro fine 2018. Sotto la lente d’ingrandimento finiranno tre macro-aree: frenata automatica, rilevamento pedoni e controllo adattivo della velocità di crociera.

Laddove questa soluzione si facesse strada, si prospetta un’ulteriore possibile ricaduta positiva. Potrebbe infatti velocizzarsi il ricambio del parco circolante, che in Italia supera in media i 10 anni di anzianità.

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L’iniziativa promossa dalla compagnia assicurativa di concerto con il partner tecnico consentirà inoltre di integrare i dati raccolti da Euro NCAP nel corso delle prove che portano all’assegnazione delle “stelle”, simbolo scelto per certificare la sicurezza dei modelli immessi sul mercato.

 

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