Tutti i segreti della car policy svelati dai Fleet Manager

Car policy aziendale: come costruirla? Il tema è stato affrontato diffusamente nel workshop organizzato ieri da Fleet Magazine, in collaborazione con Assolombarda, e con il patrocinio di Aniasa e dell’Osservatorio Top Thousand.

car policy aziendale conferenza Assolombarda

L’incontro, andato in scena nella sede milanese di Assolombarda, ha visto, nelle vesti da relatori, tre Fleet Manager, che hanno spiegato i criteri alla base della costruzione del documento e gli aspetti da tenere ben presenti (compresa la definizione della car list), una Casa autoKia -, Pietro Teofilatto, direttore della sezione Nlt di Aniasa, e Carmen Giugno (Assolombarda), che ha presentato il Desk Auto Aziendali dell’associazione.

Nell’occasione, è stato presentato e distribuito un pocket sulla costruzione della car policy, il primo di una collana di nuove pubblicazioni edite dalla Sumo Publishing, la casa editrice di Fleet Magazine. E, per approfondire meglio l’argomento, al termine dell’incontro abbiamo chiesto ai Fleet Manager intervenuti nel corso del convegno di sintetizzare quali sono i punti essenziali da tener presenti.

COSTRUZIONE DELLA CAR POLICY AZIENDALE: I PUNTI CRUCIALI

“La car policy è legata all’organizzazione aziendale e deve tenere presente alcuni aspetti fondamentali: dalle risorse umane agli acquisti, dalle aspettative del driver sulle auto alla sicurezza. Quindi, il ruolo del Fleet Manager è paragonabile a quello di un ‘pendolo’ che deve considerare diverse responsabilità interne all’azienda. In più, occorre razionalizzare al massimo i costi e le relazioni con le società di noleggio spiega Mario Francesco Colombo.

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Ci sono poi anche vari aspetti normativi da tener conto. “In primis, quelli relativi alle autorizzazioni alla guida dei nostri driver. Possiamo intervenire, ad esempio, chiedendo una copia della licenza di guida, con una dichiarazione sulla validità della stessa, e segnalando che ogni variazione improvvisa di questa licenza e della sua validità deve essere tempestivamente comunicata. Pena: il carico, per il conducente, di tutte le responsabilità civili e penali. In secondo luogo, è importante fissare obiettivi di percorrenza e durata dei contratti, che sono specifici per ogni azienda. Infine, il driver deve avere chiare tutte le informazioni relative agli obblighi, alla durata del contratto e alla cura che deve avere del bene che gli viene assegnato” aggiunge Maurizio Capogrosso.

VIDEO: IL PUNTO DI VISTA DEI FLEET MANAGER SULLA CAR POLICY

Infine, c’è la definizione della car list, uno degli elementi cruciali della car policy aziendale. “I criteri dipendono dalla tipologia dell’azienda: ad esempio, quello della mia società è un brand ‘di immagine’, quindi la car list deve essere molto emozionale. In ogni fascia mettiamo una berlina, una station wagon, una 4×4, un crossover e, se possibile, una sette posti, per dar modo di rispondere a tutte le esigenze possibili dei driver” conclude Igor Fiorin. 

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NOLEGGIO A LUNGO TERMINE: LA SCALATA CONTINUA

Durante il workshop, Pietro Teofilatto ha poi fornito alcuni dati sulla crescita del noleggio, formula alla base della maggior parte delle car policy. Il renting si conferma un vero e proprio traino del mercato e la speranza è che, finalmente, anche il Governo se ne accorga, ascoltando l’appello delle associazioni della filiera per la proroga del superammortamento (attualmente, la Legge di Bilancio 2018 ha escluso i veicoli dall’agevolazione fiscale).

“All’interno delle flotte aziendali, il noleggio a lungo termine ha sempre più peso: siamo passati da una penetrazione del 72,3% sul totale nel 2011 ad una penetrazione del 78,6% sul totale nel 2016. A fine 2017, il Nlt conterà su una clientela di 75mila tra pmi e professionisti e 25mila privati. E, sempre a fine anno, in generale, il noleggio arriverà ad una quota del 21,5%”. 

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