Toyota: ecco il car sharing ibrido Yuko. E’ partito a Forlì

Un matrimonio tra l’auto condivisa e il basso impatto ambientale: nelle scorse settimane è partito anche in Italia, secondo Paese pilota dopo l’Irlanda, il servizio di car sharing ibrido Yuko (che in giapponese significa “Andiamo!”) promosso da Toyota. Precisamente la formula sperimentale è stata avviata a Forlì, in Emilia Romagna, con l’obiettivo di assicurare a tutti i cittadini la possibilità di vivere la città in modo totalmente innovativo e sostenibile.

TOYOTA E L’IBRIDO

Toyota è stato il brand che ha introdotto l’alimentazione ibrida in Italia, con la Prius, e ora vuole continuare il suo cammino. I numeri, diffusi dalla Casa in occasione dell’ultima edizione di Fleet Manager on the road, testimoniano che nel 2015 in Italia sono state immatricolate circa 26mila vetture ibride, di cui 24mila sono Toyota. In tal senso va interpretato il lancio del car sharing ibrido Yuko.

La Toyota Yaris Hybrid
La Toyota Yaris Hybrid per il car sharing Yuko

SETTE VETTURE CONDIVISE NEL CAR SHARING IBRIDO YUKO

Disponibili per il nuovo progetto, sette Toyota Yaris Hybrid, equipaggiate con cerchi in lega, touchscreen con navigatore, retrocamera e Bluetooth, “per far provare tutta l’esperienza di guida Full Hybrid, anche a chi sceglie un servizio alternativo alla proprietà dell’auto”. I benefici del car sharing sono, come sappiamo, la possibilità di entrare gratis nelle zone a ZTL e parcheggiare gratuitamente sulle strisce blu.

VERSO LE ZERO EMISSIONI

Secondo l’amministratore delegato di Toyota Motor Italia, Andrea Carlucci, il car sharing ibrido Yuko può contribuire in maniera decisiva ad una mobilità cittadina a zero emissioni. “Questo obiettivo si può veramente realizzare, come testimoniano i risultati di una recente ricerca del CARe di Roma che evidenziano come la nostra Toyota Prius di quarta generazione, in un percorso casa-lavoro, sia riuscita a percorrere il 73,2%del tempo a emissioni zero. I valori sono arrivati al 79,4% del tempo sempre a emissioni zero, in percorso urbano” ha spiegato il numero uno della Casa giapponese in Italia.

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