20 Febbraio 2013

Carburanti, i numeri della crisi. A picco anche il gettito fiscale

Un cambiamento repentino in poco più di dieci anni: se nel 2000 il nostro era il primo Paese europeo per la capacità di raffinazione del greggio, oggi la situazione è radicalmente cambiata. E i numeri sono impietosi. In Italia, infatti i consumi petroliferi nel mese di gennaio appena trascorso sono stati di appena 4,8 milioni di tonnellate, con un calo del 10,4% rispetto a dodici mesi fa. E anche le casse dello Stato ne risentono: il mese scorso, infatti, il gettito fiscale stimato proveniente dai carburanti è diminuito del 5,1% rispetto a gennaio 2012. I dati emergono dalle ultime indagini effettuate dall’unione petrolifera.

CALANO BENZINA E GASOLIO – Nello specifico, il consumo della benzina ha mostrato un regresso maggiore (-13,7% rispetto a gennaio 2012), mentre quello del gasolio è calato del 5,3%. La domanda dei carburanti, in definitiva, ha avuto un decremento del 7,6% e le vendite di auto diesel, che rimangono le più gettonate, sono diminuite al 52,4% sul totale.

SPIE D’ALLARME – La prima causa della crisi del consumo di benzina e gasolio è ovviamente la congiuntura economica, che ha ridotto la capacità di spesa degli italiani e, quindi, l’utilizzo della vettura. In secondo luogo, hanno inciso il continuo aumento delle accise sui carburanti (ben nove negli ultimi due anni) e il desiderio delle aziende di distinguersi per un’immagine “green”, che ha spinto i Fleet Manager a prendere in considerazione alimentazioni alternative quali l’ibrido, l’elettrico o il gas.

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