25 Gennaio 2019

Carico fiscale auto, nuovo record del gettito

L’automotive si conferma uno dei settori più tartassati dal fisco. Il carico fiscale sull’auto ha raggiunto i 74,4 miliardi di euro, ma continuerà a salire, secondo Anfia. La percentuale sul Pil è del 4,3%, contro una media europea del 3% circa.

Nuovo record per il carico fiscale sul settore automotive in Italia: 74,4 miliardi di euro (+2% nel 2017).

tasse auto

La percentuale sul gettito complessivo si mantiene stabile al 16%, mentre l’incidenza sul Pil è del 4,3%, contro una media europea del 3% circa (dati Anfia).

CARICO FISCALE AUTOMOTIVE

Analizzando le varie voci del carico fiscale, il gettito derivante dall’acquisto dell’auto lievita del 6,2% (9,4 miliardi di euro), mentre l’esborso per il possesso del veicolo cresce del 4%, per un ammontare di 6,8 miliardi di euro.

spese auto 2018

A partire dal 2014, la ripresa del mercato ha contribuito all’aumento delle imposte di IVA e IPT, passate da 6,8 miliardi di euro nel 2014 a 9,4 miliardi di euro nel 2017 (dopo aver toccato il picco nel 2013: 6,6 miliardi di euro).

Approfondisci: Quanto hanno speso gli italiani nel 2018 per la loro auto?

TASSE AUTO

Il gettito derivante dall’utilizzo dell’auto (in aumento dell’1,1% rispetto al 2016) costituisce, come di consueto, la voce più rilevante del carico fiscale, con un’incidenza pari al 78,2% sul gettito complessivo proveniente dal comparto, per un valore di 58,2 miliardi di euro.

Anche per il 2018 le notizie non sono incoraggianti. Tutt’altro: secondo quanto prevede Anfia, la fiscalità automotive italiana continua a salire.

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LE CONSEGUENZE DELL’ECOTASSA

C’è poi l’aspetto legato all’ecotassa, in vigore dal 1° marzo 2019. Questa nuova ed ulteriore imposta sugli automobilisti influisce anche sulle entrate dello Stato, sia nell’immediato sia in prospettiva.

“L’anno appena iniziato, che si apre all’insegna della preoccupazione per le ripercussioni negative del bonus-malus, in quanto ad essere colpite non saranno solo le auto di lusso e di grossa cilindrata, già gravate dal superbollo, ma anche moltissimi modelli ampiamente diffusi sul mercato. In sintesi, quindi, pochi bonus e tanti malus. Ricordiamo che l’auto impatta per appena l’8% sulle emissioni totali di CO2 in Europa; questo provvedimento è solo un modo per fare cassa subito. Prevediamo un’ulteriore flessione delle immatricolazioni, fino al 10%. Bisogna, poi, fare i conti con il clima di incertezza economica. Ci preoccupa anche l’indotto
Paolo Scudieri, presidente di Anfia.

Meno veicoli prodotti e meno auto vendute corrispondono a meno imposte incassate.

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