31 Dicembre 2011

Carraro: occorre reinvestire per crescere ancora

Le reti di distribuzione, linfa vitale per l’intera filiera automotive, non vogliono cedere all’attuale contesto di crisi. Stanno cercando di reagire, nonostante la situazione difficile. E lo fanno puntando su risorse finora poco sfruttate, come il post-vendita e l’usato: una testimonianza, a questo proposito, arriva dal dealer veneto Carraro.

LA STORIA – La concessionaria Carraro nasce nel 1965, anno in cui un giovanissimo Francesco Carraro apre la prima officina a Tai di Cadore (Belluno). Il sodalizio, tuttora esistente, con Mercedes-Benz si concretizza nel 1976 con la nascita di una concessionaria per veicoli industriali, Autogresal, cui si aggiungono poi Carraro Srl e Carraro Service Srl. Nel 2000 le tre realtà commerciali vengono incorporate dalla Carraro SpA e, da allora, ha inizio una fase di progressiva espansione. La società, che negli anni ha acquisito anche altri marchi (Smart, Chrysler, Jeep, Dodge e Subaru), oggi è attiva capillarmente nelle provincie di Belluno, Treviso e Venezia attraverso due centri dell’usato e ben dieci sedi di vendita e assistenza, l’ultima delle quali inaugurata il 1° ottobre 2011 a Santa Maria di Sala (Venezia). Con la nuova filiale, progettata secondo alti standard di risparmio di energia ed emissioni, debutta anche il progetto Carraro Anima Eco, “un percorso lungo, che ci accompagnerà per tutta la nostra attività”, spiega Giovanni Carraro, figlio di Francesco e attuale amministratore delegato di questa società “a conduzione familiare”, insieme al fratello Ruggero.

POST-VENDITA E USATO – Sono queste le risorse principali a disposizione del dealer veneto. “Il post-vendita prima di tutto – sottolinea Carraro -, perché mio padre è nato meccanico negli anni ’60 e, partendo da questa caratteristica personale, ha poi ha dato un preciso imprinting all’azienda. Abbiamo il 60% delle risorse umane destinate proprio al post-vendita, rispetto a una media nazionale che si ferma al 40%”. E l’usato? “Dopo il post-vendita, è l’attività più rilevante del Gruppo- spiega ancora Carraro – : 2.700 veicoli usati venduti, tra autovetture e veicoli industriali, a fronte di circa 2.000 unità nuove, rappresentano un segnale forte. Si tratta di un business che portiamo avanti sotto un marchio specifico, ‘Carraro Cars&Trucks’, e con un’attività del tutto autonoma, sebbene rientri sotto il cappello della stessa società. Abbiamo dato vita a una realtà importante, con il suo responsabile vendite, i suoi venditori e una struttura informatica ad hoc”.

UNA RIPRESA POSSIBILE SE…- Nonostante la crisi lasci ben poco spazio all’ottimismo, occorre guardare avanti. “Credo che il futuro vedrà sicuramente una ripresa – conclude Carraro – , perché le merci devono essere spostate e i veicoli si usurano, per cui prima o poi devono essere sostituiti. Inoltre, la nostra Casa madre sta predisponendo una ‘sfornata’ incredibile di prodotti, che sicuramente avrà un ruolo importante in questa nuova galoppata verso il futuro. È chiaro, però, che ci vuole anche l’appoggio del Governo, perché se cerchiamo di venire fuori dalla crisi e poi ci vediamo dalla sera alla mattina l’Iva portata al 21% e un’Ipt che s’impenna…”.

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