14 Dicembre 2017

Inquinamento in città: la colpa è del ricambio auto troppo lento

L’inquinamento in città è una questione che esula dalle politiche dell’Unione Europea in tema di imposizione di un tetto massimo alle emissioni medie delle flotte, così come dagli sforzi delle case costruttrici per ottemperare ai regolamenti via via approvati.

Attiene infatti alla sfera sociale ed economica, alla difficoltà (in taluni casi, alla pigrizia) delle persone nel sostituire il proprio veicolo anche quando, per caratteristiche funzionali e di sicurezza, si presenta come ormai sorpassato.

Mercato auto 2017 crescita novembre

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IL NEMICO NUMERO UNO DELLA SALUTE

Secondo le risultanze del progetto CCM VIIAS del 2015, l’aria malsana che respiriamo riduce mediamente la vita di dieci mesi. A causa anche del particolato (Pm10 e a scendere) e del biossido di azoto (NOx) espulso dai gas di scarico dei motori “tradizionali” (benzina e diesel), l’inquinamento atmosferico rappresenta la prima causa di morte in Europa e la quinta nel mondo.

L’istantanea allarmante è stata scattata da Annamaria De Martino (dirigente medico responsabile della Direzione per la Prevenzione della Salute Ambientale presso il Ministero dell’Ambiente). L’esperta ha partecipato a un convegno in occasione del Motor Show 2017.

TROPPE MACCHINE “DANNOSE” IN CITTÀ

L’Italia ha un parco circolante auto dall’anzianità media estremamente elevata: 10 anni e 4 mesi (il dato è più basso solo nel caso delle alimentazioni a gasolio, 9 anni e due mesi).

Normativa Euro 6 emissioni inquinanti

Il 22%, quindi più di un quinto della flotta in questione, è composto da veicoli ante Euro 0, Euro 1 ed Euro 2. Le stime sui tempi necessari per un loro possibile smaltimento indicano rispettivamente 30, 25 e 10 anni.

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Nel caso dei veicoli commerciali leggeri, togliere dalla piazza tutti quelli che sono stati omologati ante standard Euro 2 richiederebbe una finestra di 44 anni.

LE SOLUZIONI POSSIBILI AL PROBLEMA

Non bisogna tuttavia ritenere che nulla sia stato fatto. Negli ultimi vent’anni i livelli di NOx rilasciati nei gas di scarico si sono ridotti di circa il 92%, mentre quelli relativi al Pm10 di circa il 97%.

Quanto alla strada possibile per trovare la fine del tunnel, sono essenzialmente due quelle indicate da Michele Crisci, presidente di UNRAE, presente al detto convegno: intervenire sulle soglie di detraibilità e pensare a un trattamento economico particolare da applicare sull’usato, prendendo spunto da quanto stanno facendo paesi a noi vicini come la Francia.

INTEGRARE TRASPORTO PRIVATO E PUBBLICO

Nel muovere da alcuni dati Censis, che indicano in crescita la popolazione residente nella 2° e 3° fascia al di fuori del centro cittadino e In una percentuale del 60,8% i pendolari che utilizzano l’auto per i propri spostamenti (l’88,3% di chi vive in provincia si appoggia a mezzi di trasporto privati), il presidente di UNRAE ha puntato sulla carta dell‘integrazione tra le vetture di proprietà e il sistema pubblico.

Codice della strada trasporto pubblico

Per Michele Crisci occorre disegnare un piano strategico che contempli anche le infrastrutture di ricarica per gli electric vehicle, mettendo al bando al contempo provvedimenti come il blocco del traffico, a cui le amministrazioni comunali ricorrono in prima battuta in caso di allarme legato all’inquinamento in città.

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