19 Luglio 2017

Cellulare alla guida: torna la sospensione immediata della patente

Aggiornamento articolo – Dietrofront o contrordine clamoroso, come lo si voglia chiamare, sul mancato inasprimento delle sanzioni per chi utilizza il cellulare alla guida di cui abbiamo parlato pochi giorni fa. Dopo essere uscito dai provvedimenti allo studio del parlamento, spinto dalle polemiche a raffica, è subito rientrato sotto forma di nuovo emendamento alle modifiche del Codice della strada.

Cellulare alla guida in auto

Ricordiamo che attualmente la sanzione della sospensione della patente per chi viene “pizzicato” con il cellulare alla guida è da 1 a 3 mesi prevista solo alla seconda infrazione di questo genere commessa nell’arco di un biennio, eventualità piuttosto rara. Attualmente è prevista solo una multa e il decurtamento di punti.

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Domani, se il disegno legge diverrà realtà, alla prima infrazione 322 euro, taglio di 5 punti-patente e sospensione della patente immediata: da 1 a 3 mesi. Alla seconda violazione in 2 anni, 644 euro, taglio di 10 punti, ritiro patente da 2 a 6 mesi.

Il viceministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Riccardo Nencini, ha dichiarato di aver nuovamente portato alla commissione Trasporti della Camera la proposta di immediata sospensione della patente per chiunque faccia uso di cellulari e di altri dispositivi elettronici alla guida.

L’emendamento dovrebbe aver ora vita più facile perché sostenuto anche da altri parlamentari e presentato in clima più condiviso.

LA NOSTRA INDAGINE SULLA SICUREZZA STRADALE

Fleet Magazine in una survey sulla “La sicurezza nelle Flotte Aziendali”, promossa da Top Thousand, l’Osservatorio sulla mobilità aziendale composto da Fleet e Mobility Manager di grandi aziende nazionali e multinazionali, ha messo in evidenza come l’utilizzo del cellulare alla guida in auto sia considerato dal 34% degli intervistati la principale fonte di distrazione.

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Articolo prima versione – Notizia di questi giorni è che la tanto auspicata modifica dell’articolo 173 del codice della strada che doveva prevedere la sospensione della patente alla prima violazione per chi usa il cellulare alla guida è stata bocciata.

Attualmente il cds prevede la sospensione della patente per l’uso del cellulare alla guida alla seconda violazione nei due anni. La modifica che tutti si aspettavano, sospensione alla prima violazione, è letteralmente sparita dal provvedimento di modifica in discussione alla Commissione Trasporti della Camera.

CELLULARE ALLA GUIDA: LA DELUSIONE DELL’ASAPS

l’Asaps, l’associazione dei sostenitori della Polstrada, in una nota ufficiale ha commentato la decisione presa: “Quando ci siamo accorti che l’auspicata, sollecitata e promessa modifica dell’articolo 173 del CdS, con la previsione della sospensione della patente alla prima violazione e non alla seconda nei due anni, come è stabilito nella attuale stesura, è scomparsa dal provvedimento di modifica del CdS in discussione alla Commissione Trasporti della Camera siamo rimasti sorpresi, di più, veramente delusi“.

La scelta da parte della Commissione Trasporti della Camera di arginare il problema raddoppiando il periodo di sospensione della patente (prima previsto da 1 a 3 mesi) portandolo da 2 a 6 mesi, ma sempre alla seconda violazione nei due anni, col raddoppio dei punti prelevati da 5 a 10 sembra vista come un’azione monca e inutile per arginare il dilagante fenomeno dell’utilizzo del cellulare alla guida.

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«Francamente consideriamo la modifica assolutamente insufficiente anzi inutile» ha fatto sapere in una nota Giordano Biserni, presidente dell’Associazione Sostenitori ed Amici della Polizia Stradale. «Il dilagante utilizzo del cellulare alla guida sia in fonia che in messaggistica e navigazione sul web, che produce una ciclopica forza distrattiva, va ostacolato seriamente e non si capisce il senso di questo provvedimento azzoppato e a questo punto inutile. La sospensione solo alla seconda violazione non produrrà effetti concreti».

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«Siamo sorpresi ed amareggiati che le indicazioni date dai tecnici della Polizia Stradale siano state disattese nella proposta di legge che sanziona l’uso dei cellulari alla guida, oggi prima causa di incidenti con esito mortale o con lesioni gravi» ha sottolineato Girolamo Lacquaniti portavoce dell’associazione funzionari della Polizia di Stato. La sanzione, tra l’altro, sarebbe difficile da applicare: «La nuova norma, infatti, inasprisce le sanzioni in caso di recidiva. Il problema è che statisticamente una recidiva per uno stesso autista in due anni ha una probabilità praticamente irrilevante tenendo conto dei 40 milioni di mezzi circolanti nel nostro Paese. In più il dato sulla recidiva può essere acquisito solo attraverso una complessa verifica nella banca dati della motorizzazione».

 

 

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