ACI Global: Cdu, la certificazione che mancava

Un documento ufficiale che attesta le qualità del veicolo usato. E’ il cuore del progetto Cdu (Certificazione dell’usato), ideato  e approntato in questi mesi da ACI e ACI Global per promuovere una maggiore sicurezza sulle nostre strade.
Un aspetto che interessa da vicino sia le aziende, sia i privati e i concessionari, con questi ultimi che hanno la necessità concreta di dare valore ai veicoli di seconda mano. Un aspetto che, allo stesso tempo, è parte del dna dell’Automobile Club d’Italia, da sempre impegnato a favore dell’incolumità degli automobilisti.

LA GENESI DEL PROGETTO

Una premessa è d’obbligo. Oggi in Italia migliaia di auto incidentate non vengono riparate, oppure vengono sottoposte solamente ai cosiddetti interventi “cosmetici”. Un fenomeno negativo, acuito anche dalla crisi economica. Nonostante ciò, tali vetture circolano ugualmente o vengono vendute sul mercato dell’usato. La questione diventa particolarmente seria quando i danni non sistemati riguardano elementi strutturali, non facili da cogliere a prima vista, se non mediante la verifica di un esperto “superpartes”.  In questo contesto, va inquadrato il progetto Cdu, curato in prima persona da Marco Mauri, manager con tanti anni d’esperienza alle spalle nel mondo automotive (in TUV e DEKRA, prima dell’approdo in ACI) e da marzo nominato direttore innovazione e sviluppo di ACI Global. Lo abbiamo incontrato proprio in occasione del Fleet Motor Day a Vallelunga.

VIDEO: INTERVISTA A MARCO MAURI, ACI GLOBAL

IN COSA CONSISTE

Il progetto partirà a fine maggio in 14 province italiane, per poi estendersi nei mesi successivi a tutto il territorio nazionale. “La Cdu coinvolgerà tutta la struttura di ACI, a cominciare dagli oltre 1.500 punti, tra Automobile Club Provinciali e loro delegazioni, sul territorio nazionale, che venderanno la certificazione dell’usato ai clienti” prosegue Mauri.
Chi acquisterà il servizio, otterrà un appuntamento in una delle oltre 700 officine specializzate di ACI Global. In questa occasione, spiega Mauri, “sarà presente un perito ACI di altissimo profilo tecnico, che condurrà un’attenta analisi dello status del mezzo, con oltre 110 controlli essenziali e ulteriori controlli secondari. Questa procedura, unita alla verifica di aspetti amministrativi come fermi o richiami, permetterà di stabilire la qualità del veicolo, offrendo a venditore e acquirente un importante strumento di trasparenza, e soprattutto contribuirà a rendere le strade più sicure come ulteriore impegno del nostro essere sempre, come ACI, accanto all’automobilista”.

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