Il dispositivo di Evolvea per certificare i chilometri

Certificare con certezza il chilometraggio delle auto usate è senza dubbio un valore aggiunto per le flotte aziendali. E a breve tutto ciò sarà possibile.

chilometraggio auto usate Evolvea

Merito di Evolvea, gruppo internazionale rappresentato in italia dalla Evolvea S.r.l, appartenente al Gruppo Filippetti e specializzata in innovazione tecnologica, ingegneria, progettazione e realizzazione di servizi nell’ambito industriale e, in particolare, delle quattro ruote.

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LA MISSION DI EVOLVEA

“Partendo  proprio dall’Italia, intendiamo sviluppare diversi servizi ‘tradizionali’ legati all’automotive, creando valore tecnologico” esordisce Marco Mauri, da luglio regional manager EMEA automotive di Evolvea SA, azienda svizzera del network Evolvea, che abbiamo incontrato e intervistato a Milano.

VIDEO: INTERVISTA MARCO MAURI, EVOLVEA SA

LA TECNOLOGIA PER CERTIFICARE IL CHILOMETRAGGIO

In tal senso, uno dei primi esempi è “il brevetto di un dispositivo che consente di ‘radiografare’ le centraline delle vetture, certificandone la reale percorrenza chilometrica per evitare eventuali manomissioni, che purtroppo sono sempre più frequenti”.

Il sistema sarà lanciato sul mercato proprio a settembre. Il funzionamento è semplice. “Si tratta – spiega Mauri – di un palmare che si collega alla presa OBD delle vetture e in qualche minuto riesce a risalire alle percorrenze compiute nella vita delle vetture stesse. Il dispositivo è già in grado di interfacciarsi con diversi marchi e il vantaggio è quello poter garantire, per la prima volta, una verifica oggettiva sui km, che, in aggiunta, verrà proposta ai nostri clienti unitamente alla classica attività peritale”.

I VANTAGGI PER LE FLOTTE

Un servizio che, come è intuibile, si rivolgerà anche alle flotte, oltre che ai concessionari e ai periti che lavorano sia con il target dei privati, sia con quello B2B.  La verifica oggettiva della voce “chilometraggio auto usate” è particolarmente utile tanto per i noleggiatori, per conferire il valore corretto alle vetture giunte a fine contratto, quanto per quelle aziende che scelgono veicoli usati per i loro parchi.

“E’ stato stimato che in Italia il danno sul valore residuo determinato dalla manomissione dei contachilometri ammonta a circa 2 miliardi di euro” evidenzia Mauri.  Un numero ancor più rilevante, se si pensa che le frodi di questo genere influiscono in maniera importante non solo sui portafogli, ma anche e soprattutto sulla sicurezza (una vera priorità per le aziende) di coloro che andranno successivamente a guidare i veicoli usati.

(Il servizio completo sarà pubblicato sul numero di settembre di Fleet Magazine)

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