29 Ottobre 2012

Chové, nuovo dg di Arval: più ottimismo per battere la crisi

“Voglio essere positivo”. L’ottimismo è il tema portante che riecheggia nelle parole di Grégoire Chové, 41 anni, nuovo direttore generale di Arval Italia. “Il comparto del noleggio – spiega – tiene meglio rispetto a tutte le altre forme di finanziamento o gestione di parchi auto aziendali, fermandosi a un -9%, nonostante l’anno difficile. D’altronde abbiamo un mercato automotive che, in termini di immatricolato, in Italia segna un -20%, e un -13% per quanto riguarda il settore delle flotte. Quindi il Nlt si conferma la scelta preferita dalle aziende, una soluzione di mobilità la cui validità è stata ribadita anche dal periodo di crisi”. Ma il 2013 lascia intravedere una ripresa? “Probabilmente non assisteremo a un’ulteriore flessione – risponde Chové -, ma nemmeno a una ripartenza. Speriamo tuttavia in un incremento del mercato dell’usato, che è una componente fondamentale del Nlt”.

OBIETTIVI – Chové è immediato nel definire linee-guida e obiettivi del suo mandato: “Trovo un’azienda molto forte, chi mi ha preceduto l’ha resa robusta e tutto ciò va capitalizzato. È cambiato il contesto in cui operiamo e in base a questo dobbiamo muoverci, pur nella continuità, sviluppando e puntando sui nostri punti di forza, primo fra tutti l’eccellenza del servizio erogato ai clienti, e incrementando la dimensione della consulenza mirata, per permettere ai nostri interlocutori di andare oltre a quello che si è fatto. In tal senso porto in dote l’esperienza maturata in mercati internazionali più evoluti per quanto riguarda il Nlt. Vi sono segnali di maturazione, e in questo noi beneficeremo della forza del gruppo Arval”.

FOCUS SULLE PMI – Nel nostro Paese la spina dorsale dell’economia è costituita dalle piccole e medie imprese. Chové, che ha alle spalle un’esperienza come general manager a livello internazionale nella linea di business dedicata a questo target, ne percepisce con chiarezza le dinamiche: “Per molti di questi clienti, il noleggio a lungo termine è ancora una soluzione sconosciuta, e quindi il primo passo è farlo conoscere. Il Nlt, d’altronde, è stato costruito per le grandi imprese. Quando si dialoga con lo small business, invece, ci si muove in logiche più prossime al mercato retail. Noi abbiamo intrapreso una serie di azioni per semplificare la comprensione e l’accesso al prodotto da parte di Pmi e partite Iva. In questa direzione vanno le attività di partnership  con i concessionari e i broker, i white label con le Case costruttrici (accordi con Mercedes e Kia) o, ancora, le sinergie che sfruttano la capillarità dei network di BNL e BNP Paribas. Siamo probabilmente l’unica azienda di noleggio ad aver dedicato a livello internazionale un’intera business line esclusivamente a questo target di clienti”.

(L’intervista completa e approfondita verrà pubblicata sul numero di novembre di Fleet Magazine)

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