L’ombra della Cina sul futuro delle auto elettriche in Italia

“Se aspettiamo ancora un po’ ad attivare un meccanismo di diffusione della mobilità elettrica, ci ritroveremo un mercato invaso dai paesi già operativi su questo fronte e questo forse non sarà un bene per l’economia italiana”. Abbiamo estrapolato questo passaggi o dalla video-intervista che Pietro Menga, presidente di CEI-CIVES, ha rilasciato ai nostri microfoni.

Al Festival dell'Energia 2017 si è discusso anche il futuro delle auto elettriche

La considerazione è emersa a margine della decima edizione del Festival dell’Energia, ospitato per quattro giorni (dal 7 al 10 giugno u.s.) a Milano presso il Pavillion Unicredit.

Vale a illuminare compiutamente i tanti interrogativi che ruotano intorno a un tema sempre più dibattuto, il  futuro che attende le auto che non emettono alcuna emissione nociva.

VIDEO: INTERVISTA A PIETRO MENGA, PRESIDENTE CEI-CIVES

IL VUOTO DELLA POLITICA SUL FUTURO DELLE AUTO ELETTRICHE

Un segmento, quello legato agli EV e alla loro diffusione, che continua a vedere il nostro Paese in una posizione di rincorsa rispetto ad alcuni stati limitrofi in Europa nonché ad autentici colossi, in primis la Cina dove la metà del parco circolante si muove in sola modalità elettrica.

Una notizia buona tuttavia c’è ed è lo stesso Menga a sottolinearlo, parlando di auto zero emissioni come di un elemento “che non evoca più un qualcosa del futuro, quanto un qualcosa destinato a partire nel presente”.

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Il problema è che non si è ancora avuta una politica di sostegno a livello nazionale, che è invece stata varata in altri contesti territoriali. “Per fortuna – ha ripreso il presidente di CEI-CIVES – esistono iniziative locali da parte dei comuni, che si sono resi conto che la strada è praticabile e hanno perciò adottato misure votate in qualche modo a gettare delle basi culturali in tal senso”.

L’IMPORTANZA DI PENSARE AL VALORE RESIDUO

Secondo Menga, un ottimo vettore è rappresentato dai veicoli del car sharing elettrico attualmente in dotazione in alcune città, come è il caso di Share’NGo a Milano.

Questa formula, in espansione, rappresenta infatti “un elemento di confronto tra il cittadino e la mobilità elettrica, in grado di sanarne le preoccupazioni”.

Car sharing Share'ngo

Il presidente di CEI-CIVES è ritornato inoltre sull’importanza che l’elettrico può assumere nel contesto del delle flotte aziendali. L’interesse c’è, come evidenziato nella survey curata qualche tempo fa da Fleet Magazine per conto dell’Osservatorio Top Thousand e patrocinata proprio dalla Commissione.

“Manca tuttavia un elemento molto importante – ha sottolineato  -, non è stabilito un valore residuo. Le case automobilistiche dovrebbero forse in qualche modo praticare una politica più convincente nei riguardi dei loro potenziali clienti. Anche questo aspetto va cambiato”.

UNA “SCOSSA” CHE CI ARRIVA D’OLTRECONFINE

Pietro Menga, che in occasione del Festival dell’Energia ha coordinato un tavolo di lavoro tematico, ha quindi ricordato come in vari paesi siano state adottate misure che vanno nella direzione di un sostegno al trasporto zero emissioni, dall’azzeramento dei costi per la sosta all’ingresso senza oneri in alcune aree metropolitane regolamentate.

Sull’onda dell’offensiva elettrica lanciata da tutti i principali costruttori nazionali, sembra però che sia la Germania a “candidarsi in qualche modo a coprire un ruolo dominante nel settore della mobilità elettrica”, con un ruolo trainante nei confronti degli altri paesi, compreso il nostro.

“D’altra parte – ha concluso Menga – in Italia le auto vengono importate per il 70% dall’estero”, perciò anche da realtà geografiche come quelle ricordate in questo servizio.

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