15 Settembre 2020

City Mobility Index: gli esempi migliori di mobilità in tutto il mondo

I trasporti giocano un ruolo essenziale nella prosperità economica di una città e nella qualità della vita in generale. I risultati del Deloitte City Mobility Index (DCMI) indagano i cambiamenti in atto nel mondo della mobilità.

Non è una classifica, ma un’occasione per riflettere sulla salute dei sistemi di mobilità in tutto il mondo, e magari dare qualche consiglio per il futuro. A dare questi spunti è il City Mobility Index di Deloitte (DCMI 2020), che ha investigato sulla qualità della mobilità urbana in 36 città.

CITY MOBILITY INDEX DELOITTE

Il City Mobility Index prende in esame tre macro aree: performance e resilienza (fra cui monitora il traffico, la sicurezza, la mobilità integrata); visione strategica e leadership (che comprende investimenti e innovazione); servizi e inclusione (con parametri come la qualità dell’aria e del trasporto pubblico)

L’indice consente di comparare vari aspetti, tra città simili per dimensioni in tutto il mondo. Ad esempio, selezionando le città più grandi in Asia e in Europa, risulta che Singapore e Shangai stanno facendo molto meglio per il problema della congestione da traffico rispetto a Londra, Tokyo e Jakarta.

Sommando tutti i criteri, lo strumento fornisce anche un ranking delle città più avanzate:

  1. Stoccolma
  2. Singapore
  3. Amsterdam
  4. Londra
  5. Barcellona
  6. Los Angeles
  7. Vancouver
  8. Auckland
  9. Dubai
  10. Shanghai

In fondo alla classifica troviamo Riyadh, Jakarta, San Paolo, Roma e Lisbona.

E GLI EFFETTI DEL COVID?

Le ricerche svolte per il DCMI 2020 hanno coperto i due anni precedenti a marzo 2020, quindi prima che potessero essere valutati gli impatti della pandemia sulla mobilità. Secondo Deloitte è troppo presto per dire se gli effetti della pandemia sulla mobilità urbana saranno temporanei.  Queste però, alcune conclusioni:

  • Il Covid sta accelerando alcuni trend. Per esempio, gli spazi pubblici nei centri cittadini sono orientati più in direzione di pedoni e ciclisti (come abbiamo visto a Milano, ma anche a Berlino, Bruxelles e Manchester)
  • Il Covid ha introdotto nuovi elementi, come l’estensione del concetto di sicurezza dei veicoli, che ora include anche l’igiene. Una survey Deloitte indica che circa il 75>% delle persone limiterà l’uso dei trasporti pubblici nei prossimi mesi

Leggi anche: Come rendere sostenibile la mobilità finito il lockdown

I TREND DEL FUTURO

Ci sono 4 direzioni da seguire per cercare l’eccellenza nella mobilità urbana, secondo Deloitte:

  1. Focalizzarsi sulle basi. Non farsi distrarre dall’ultima novità glamour in ambito di mobilità, ma concentrarsi sugli aspetti principali: infrastrutture affidabili, un sistema di trasporti conveniente, un insieme di regole coerenti.
  2. Limitare l’uso dell’auto. Le città moderne sono state costruite per le auto, ma sono soffocate dalle macchine, sia in termini di inquinamento sia in termini di traffico.  Sempre più città vorrebbero dedicare le loro strade ad altre modalità  di trasporto: ad esempio, 100 città nel mondo hanno un sistema di trasporto pubblico completamente gratuito.

  1. Essere proattivi nel regolare la mobilità. Le città sono state sopraffatte da nuovi modelli di mobilità, come il car sharing o adesso i monopattini. Dovrebbero, invece, pensare prima alle regole, per massimizzare i benefici in termini di mobilità. 
  2. Il digitale e i big data sono essenziali. Se le città vogliono un sistema di trasporti efficiente e user-friendly devono contare sulle capacità digitali per gestire ampi volumi di dati. Solo così possono prendere decisioni informate. Un utile campo di applicazione è, ad esempio quello dei biglietti digitali per il trasporto pubblico, che sono più semplici da usare per i cittadini e, al contempo, forniscono dati utili. Questo può contribuire a un sistema efficiente di Mobility-as-a-Service.

 

 

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