21 Novembre 2019

Quando i petrolieri installano colonnine per l’auto elettrica

Tra chi scommette sul futuro dell'auto elettrica ci sono anche le aziende petrolifere, che sempre più investono nell'infrastruttura necessaria e installano colonnine di ricarica.

Fra i player emergenti per lo sviluppo di colonnine per la ricarica elettrica ci sono le compagnie petrolifere. Un paradosso? Non proprio, visto che  l’auto elettrica sarà il business del futuro. Una scommessa che stanno facendo in tanti, dai Costruttori, che ci stanno investendo miliardi, a chi sviluppa le infrastrutture.

L’interesse delle compagnie petrolifere? Non farsi trovare impreparate al cambiamento apportato dalla mobilità elettrica. Per questo stanno cominciando a istallare colonnine di ricarica presso i distributori di carburante, anche su tratte autostradali (ma questo non in Italia, dove purtroppo non è consentito mettere colonnine di ricarica elettrica in autostrada).

LE ACQUISIZIONI INTERNAZIONALI

A testimonianza del crescente interesse delle compagnie petrolifere verso la mobilità elettrica, si registrano diverse attività di Merger and Acquisition promosse dalle compagnie petrolifere.

Ad esempio, Royal Dutch Shell ha acquisito due aziende attive nell’installazione di punti di ricarica: Newmotion nel 2017 (società che possiede 30mila stazioni di ricarica in tutta Europa) e Greenlots nel 2019.

British Petroleum  ha acquisito le aziende Chargemaster (per 130 milioni di sterline) e Freewire Technologies nel 2018. La prima è la più grande società britannica di ricarica dei veicoli elettrici, con 6.500 postazioni nel Paese, mentre la seconda è un fornitore di tecnologia. Nel 2018, Total ha acquisito l’azienda G2mobility,  attiva nel mercato francese.

IN ITALIA

A livello italiano, nell’ottobre 2018 Eni e Ionity hanno sottoscritto un accordo quadro per lo sviluppo delle colonnine di ricarica superveloci nelle stazioni di servizio Eni.

Leggi anche: La partita della ricarica rapida per le auto elettriche. Chi gioca

Ionity è una joint venture fra Bmw, Daimler, Ford e il Gruppo Volkswagen (con i marchi Porsche e Audi), che intende sviluppare in Europa entro il 2020 una rete di circa 400 stazioni per ricaricare le auto elettriche di nuova generazione, installando fino a 2.400 colonnine di ricarica.

Ionity ha scelto Eni (attiva anche nel car sharing con Enjoy) come partner strategico ed esclusivo in Italia per il canale delle stazioni di servizio stradali. La partnership prevede di realizzare 30 nuove stazioni di ricarica dal 2019. Ogni stazione ha sei colonnine di ricarica con una potenza fino a 350 kW (più di 100 volte la potenza delle utenze domestiche standard) in grado di rifornire, con meno di 20 minuti di ricarica, le attuali auto elettriche e quelle di nuova generazione.

L’iniziativa rientra nel piano Eni di sviluppo della mobilità sostenibile: nella sua rete di 4.400 stazioni di servizio, 3.500 erogano Eni Diesel+, il gasolio premium con il 15% di componente rinnovabile prodotta nella la bioraffineria di Venezia, mentre circa 1.000 erogano anche GPL e metano. Ora si aggiunge anche l’elettrico.

 

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