Colonnine di ricarica auto elettriche: in Italia sono l’80% in meno rispetto all’Europa

Qual è la situazione dell’infrastruttura di ricarica per le auto elettriche in Italia? Al 2017, secondo i dati raccolti dall’E-Mobility Report del Politecnico di Milano, ci sono 2750 colonnine di ricarica pubbliche sul territorio nazionale. A queste si aggiungono poco meno di 10mila colonnine private.

Incentivi auto elettriche europa

Tante o poche? Le installazioni dei punti di ricarica pubblici sono complessivamente cresciute nel corso dell’ultimo anno di circa mille unità, ma i numeri rimangono bassi. l’Italia ha un numero di colonnine per le auto elettriche compreso tra 1/5 e 1/10 degli altri paesi europei più evoluti, il che riflette bene anche l’andamento del mercato dei veicoli BEV e PHEV, con immatricolazioni di auto elettriche molto inferiori alla media europea.

le differenze fra le colonnine di ricarica in Italia e in Europa
Elaborazione e-mobility report (Politecnico di Milano)

COLONNINE AUTO ELETTRICHE: POCHE MA IN CRESCITA

Al 2017 i punti di ricarica elettrica pubblici in Italia sono circa 2750,di cui:

  • 450 high power (>22kW)
  • 2300 normal power(<22kW)

La percentuale del 16% di ricarica high power è in linea con  la media dei paesi più evoluti, dove si attesta fra il 15 e il 20%. Il problema sono i numeri assoluti molto minori di colonnine di ricarica tout court. Però c’è spazio per un moderato ottimismo: i mille nuovi punti di ricarica installati durante lo scorso anno hanno fatto segnare un +57%, invertendo drasticamente un trend che aveva lasciato sostanzialmente costanti le colonnine dal 2013 al 2015.

numero delle colonnine di ricarica di auto elettriche in Italia negli ultimi anni
Elaborazione e-mobility report (Politecnico di Milano)

I PUNTI DI DEBOLEZZA

Il problema dei punti di ricarica pubblici non è solo il numero ma la loro affidabilità: spesso le colonnine sono guaste o i parcheggi dedicati alla ricarica sono occupati. Una delle principali barriere  alla diffusione su larga scala della mobilità elettrica è l’assenza di interoperabilità tra le infrastrutture di ricarica gestite da operatori differenti. Non solo devo trovare una colonnina di ricarica: devo trovare quella “giusta” e sperare che funzioni.

In generale, manca un ecosistema della mobilità elettrica e c’è una ridotta capacità di attrarre finanziamenti privati, accanto a quelli pubblici, per sviluppare le infrastrutture di ricarica. Anche per questo l’auto elettrica viene tipicamente utilizzata per il tragitto casa-lavoro (per sfruttare la ricarica domestica o quella aziendale), mentre è quasi automaticamente esclusa dalla possibilità di intraprendere lunghi viaggi.

Approfondisci: Tutti gli incentivi per l’auto elettrica in Europa (che non ci sono in Italia)

COSA PREVEDE IL PIANO NAZIONALE

Per quanto riguarda la normativa relativa all’infrastruttura di ricarica, in Italia si fa riferimento alla Legge 134 del 7/08/2012, meglio conosciuta come Piano Nazionale infrastrutturale per la ricarica dei veicoli alimentati ad energia elettrica (PNire). Il PNire ha un fondo pari a 33,3 milioni di euro, destinato a coprire fino al 50% delle spese sostenute per l’acquisto e l’installazione degli impianti dei progetti presentati dalle Regioni e dagli enti locali.Auto elettriche ricarica superveloce

Il PNire prevede l’installazione al 2020 di un numero variabile fra i 4500 e i 13mila di punti di ricarica lenta o accelerata (<22kW) e di 2mila-6mila stazioni di ricarica veloce (>22kW). I punti di ricarica lenta (< 7,4 kW) sono invece da considerarsi principalmente per ambiti privati o nei parcheggi.

Per  quanto riguarda i punti di ricarica accelerata (con una potenza tra i 7,4 kW e i 22 kW), sono da considerare prioritarie le aree pubbliche (aree urbane, stazioni ferroviarie/di autobus, porti, aeroporti..) e quelle private ad accesso pubblico (autorimesse, parcheggi pubblici in gestione privata, parcheggi aziendali…).

La distribuzione territoriale (a livello comunale) individuerà il numero di punti di ricarica necessari in base a:

  • Numero di abitanti
  • Veicoli elettrici circolanti
  • Auto per abitante
  • Posti auto privati/posti auto totali

IL CAR SHARING ELETTRICO

Che possa essere il car sharing a fare da “cavallo di Troia” per la mobilità elettrica? Attualmente in Italia ci sono 11 servizi di car sharing attivi, con una flotta complessiva di circa 6mila veicoli distribuiti su 30 delle maggiori città italiane, con una forte concentrazione tra Milano, Roma, Torino e Firenze.C-Zero car sharing elettrico

Il car sharing elettrico esiste, anche se non è ancora diffusissimo. Circa il 10% del totale dei veicoli adibiti a car sharing è elettrico, una percentuale molto superiore a quella di immatricolazione di veicoli elettrici sul totale, a prova che è ritenuto interessante dagli operatori.

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Per l’utilizzatore approcciarsi in questo modo alla mobilità elettrica ha diversi vantaggi: non deve affrontare il considerevole costo iniziale dell’auto elettrica, non deve pensare a installare una infrastruttura domestica né all’usura delle batterie. I veicoli sono più sfruttati e ciò comporta una riduzione delle emissioni inquinanti.

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